


Io, da ragazzo, non sapevo nulla dell'Avis e delle donazioni di sangue. Poi, da giovane cronista della "Gazzetta di Parma", ebbi modo di conoscere il dottor Walter Torsiglieri, che era allora il direttore, se non sbaglio, del Centro Trasfusionale. Così, incontrandolo più volte, riuscii a capire quanto fosse importante questa "missione" dei donatori. Ed è logico, adesso, che in queste pagine trovi spazio l'Avis di Parma, un'associazione benemerita che svolge la sua attività dall'11 ottobre 1946. Quel giorno infatti, in una città ancora ferita dalla guerra,nel cuore dell'Oltretorrente, in via D'Azeglio, nasceva l'Avis comunale. Fra i primi aderenti ci furono alcuni facchini della Stazione e della Ghiaia. Proprio qui, in piazza Ghiaia, sorse un gioiello di volontariato parmigiano, l'Avis Ghiaia, nel quale si succedettero presidenti che, con il loro operato, hanno tenuto alto il nome della città: Renzo Rebedecchi, Paola Busani, Egidio Barbieri, Sergio Bazzini, Bruno Tagliapietra. In quegli anni i principali riferimenti del Centro trasfusionale erano in una cantina di via Aurelio Saffi, in via Cocconi da Appio "al cavalèr", all'osteria della "Pellicò" e poi in Borgo Bernabei: era lì che si potevano incontrare i donatori di sangue. Era il cuore generoso della Parma vécia.
Qualche nome dalla leggenda dell'Avis di Parma? Enzo Campanini, che nel 1951 donava con il permesso scritto dei genitori perché era ancora minorenne (allora la maggiore età era a 21 anni), Vittorio e Valter Borsi, Arialdo Bisi, Enzo e Mario Franchini, Alfredo Luzzini, i fratelli Sergio e Valerio Dazzi, il già citato dotto Torsiglieri, che fu il vero apripista del movimento dei donatori di sangue di Parma. E i presidenti, in varie epoche, della sezione parmigiana: Virginio Barbieri e Mario Gandini, e poi Walter Mingori, l'indimenticabile Renato Giuffredi (lo conoscevo bene, massaggiò anche i miei "campioni" della Gazzetta di Parma durante il Trofeo delle Sirene che organizzai dal 1968 al 1970) e il dottor Vescovi.
E adesso? La favola continua. Altri uomini, altri fantastici volontari tengono altissimo il nome del volontariato parmigiano nel campo della donazione di sangue. Il presidente attuale è Romano Giordani, il vicepresidente vicario è Doriano Campanini, il secondo vicepresidente è Luca Asinari. L'Avis di Parma è, a pieno titolo, una delle bandiere della "parmigianità" come la intendo io (in questo caso una parmigianità di altruismo, di solidarietà, di volontariato) e lo dimostra il fatto che, da gennaio, il testimonial dell'associazione è niente di meno che Maurizio Trapelli, vale a dire "Al Dsèvvod", la maschera di Parma. E proprio recentemente, a dimostrare che la città si identifica pienamente anche nell'Avis, è diventato donatore il sindaco di Parma, Pietro Vignali.
(Nelle foto, dall'alto: Al Dsèvvod (Maurizio Trapelli), testimonial dell'Avis Parma, la donazione del vicepresidente Doriano Campanini, il sindaco di Parma Pietro Vignali e il presidente dell'Avis Parma, Romano Giordani).

























SCRIVETE A PRAMZANBLOG







2 commenti:
Maganuco dona ADAS.
L'importante è il gesto, non per quale associazione si dona.
Non c'è dubbio. A suo tempo parlerò anche dell'Adas Fidas
Posta un commento