O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 23 agosto 2008

Pramzanblog intervista Fratel Mario Chiarapini "UN PADRE RICATTAVA IL FIGLIO: SE NON TI DECIDI A STUDIARE TI TOLGO DA LA SALLE"

Con quella faccia da parmigiano (perché vi traspare il senso dell'ironia e la solarità e la schiettezza e l'arte di aprirsi al prossimo) non avrei detto, prima di sentirlo parlare, che Fratel Mario Chiarapini, 60 anni a novembre, direttore da cinque anni dell'Istituto de La Salle, è di Gràdoli, in provincia di Viterbo. Invece è proprio laziale, ma qui a Parma, scusatemi l'espressione un po' irriverente, si trova a da Papa. E' educatore, ovvio, come tutti i Fratelli delle Scuole Cristiane, ma anche scrittore (tra i suoi libri, per la Paoline Editoriale, E loro se ne vanno, Suggestioni di parole, Celebrare l'Eucarestia è vivere, Aspettando la domenica, Giovani dal vivo) e soprattutto musicista. Ha composto infatti la musica, ma scritto anche le parole, di numerosi canti liturgici, tra i quali l'Inno del Giubileo diocesano. Ha fatto e sta facendo molto per La Salle, l'istituto dove ho frequentato le elementari e le medie. Un motivo più che sufficiente per inserirlo nella galleria delle Interviste di Pramzanblog.

Togliamoci subito il dente, Fratel Mario. Perché l'Istituto de La Salle dovrà subire, per dirla in punta di forchetta, una "delocalizzazione"? Detta in altre parole: perché dovrà traslocare?
Posso capire che per molti ex allievi, come lei, questo sia giudicato come un passo doloroso. Ma come ho già avuto occasione di dichiarare, non sono le mura di un edificio che fanno la sostanza. La sostanza del nostro Istituto sta nel modo di educare, nel messaggio educativo, che io sintetizzo in due parole: serietà e serenità. Quello, glielo posso garantire, non cambierà nemmeno in via Berzioli, quando traslocheremo.
Ok, capito. Ma perché si è arrivati a questa decisione?
Perché si rischiava di chiudere, caro amico. La Salle era a rischio per vari motivi, ma soprattutto economici. Io ho capito molto bene, quando sono arrivato qui a Parma, che questo rischio era reale, allora mi sono battuto per salvare questo Istituto che a Pama è tanto amato da una bella fetta della popolazione. Andremo in periferia, avremo una nuova sede (che costruiremo con i proventi della vendita di quella attuale di vicolo Scutellari), allargheremo l'utenza perché avremo, come ormai tutti sanno, anche un asilo nido e una scuola materna... No, non si rattristi: è una bella cosa, vedrà.






E qui, in vicolo Scutellari, chi arriverà? La solita banca?
Non glielo posso dire ufficialmente perché ufficialmente non lo so. Ma credo abitazioni...
Tutto questo quando?
I lavori sono già cominciati. Dovrebbero concludersi nell'estate del 2010, tra due anni. Quindi inaugureremo la nuova sede con l'anno scolastico 2010-2011.
Come ex allievo da lei aspetto buone notizie. Me ne dia un'altra...
Dal 2003, anno del mio arrivo, a oggi, sono considerevolmente aumentati gli allievi. Erano 125, adesso 180.
Come mai secondo lei?
Be' la risposta la può dare, innanzitutto, la città, che conosce bene la tradizione educativa dei Fratelli delle Scuole Cristiane...
Sì ma ormai di Fratelli, dietro alla cattedra, ce ne sono ben pochi... Quanti eravate l'anno scorso?
Tre. Fratel Piero, Fratel Marco e io.
Ecco, vede...
E' verissimo questo, eravamo in tre. E, se per lei è una buona notizia, posso dargliene un'altra: con quest'anno scolastico saremo in cinque. Ma vede, però, il problema non sta in chi è dietro la cattedra. Noi, da molti anni, abbiamo una stragrande maggioranza di ottimi insegnanti laici. In particolare da quando, nel 1993, la gestione dell'Istituto de La Salle è passata nelle mani di una cooperativa di genitori, la Cooperativa la Salle. Ma la direzione didattica e pastorale è sempre dei Fratelli. E' qui il sigillo, la peculiarità della scuola.
Anche adesso, come ai miei tempi, sui banchi si siedono sia i figli dei benestanti sia quelli di chi fatica a sbarcare il lunario? Un po' atipica come scuola privata...
Sarà anche atipica, ma è il messaggio dato dal nostro fondatore, Giovanni Battista de La Salle. I ragazzi qui imparano a vivere tra uguali. Ancora adesso, come ai suoi tempi.
Fortuntamente.
Fortunatamente sì. Questa è una scuola, ma anche una famiglia. E non è un luogo comune. Un modo di dire. Guardi, le voglio raccontare un aneddoto divertente. Un giorno mi telefona un papà di un ex alunno, che qui aveva frequentato elementari e medie. Aveva da poco superato la licenza media. "Fratel Mario", mi dice "ho un problema serio con mio figlio. Posso venire a trovarla?". "Certo, sono qui", gli rispondo, un po' preoccupato perché temevo che fosse successo chissà che cosa. Arriva e mi dice: "Sa, Fratel Mario, mio figlio non aveva nessuna voglia di studiare, soprattutto alle medie, ma qui si trovava bene e allora io lo ricattavo. Sì, fratel Mario, lo ricattavo. "Se non studi", gli dicevo con tono burbero "ti tolgo dalla Salle". Lui sapeva che non scherzavo, allora, per non lasciare questa scuola, faceva il suo dovere. Ma adesso che non è più qui, Fratel Mario, che cosa gli dico? Non ho più La Salle come arma di ricatto..."











Ho appena visitato con lei la scuola e per me è stata un'emozione unica: il cortile delle nostre "ricreazioni" e dei saggi annuali, il refettorio, la cappella, le aule... Ho trovato tante cose uguali. Ho ritrovato, insomma, lo spirito di allora. Ma ci sono anche grandi novità...
Be', certo, ogni scuola deve andare, se può, al passo coi tempi. Noi per esempio abbiamo un invidiatissimo laboratorio di informatica, pieno di computer. E in ogni aula c'è un lettore di dvd... Anche queste cose piaccioni ai ragazzi...
Non vedo più la bacheca con i film all'indice...
Come?
Sì, subito dopo il corridoio d'ingresso, su una parete c'era una bacheca in cui venivano segnalati i film vietati ai minori. Noi ragazzi la consultavamo spesso.
E rispettavate le indicazioni...
Ma neanche per idea. Per noi era utile sapere dove davano questo o quel filmaccio proibito...
Achille Mezzadri
(Nelle foto, by Pramzan45, dall'alto: Fratel Mario Chiarapini in direzione e nel cortile dell'Istituto, un'aula con il lettore di Dvd, il laboratorio di informatica).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho frequentato l'Istituto La Salle 55 anni fa dall'elementari alle medie. Pur comprendendo le attuali esigenze, non posso nascondere il mio grandissimo dispiacere, perchè un pezzo dei miei ricordi più belli se ne andrà con la vecchia scuola.
Auguri comunque per il nuovo Istituto.
Angelo Mezzadri un ex allievo.

michele mezzatesta ha detto...

Ho frequentato vari anni la Salle dalla terza elementare in su; credo fosse il 62' . Mi ricordo alcuni compagni Miari e Guareschi.
Rivedendo il vecchio cortile, che credo non ci sia più, mi è venuto un tuffo al cuore e mi sono venute in mente le interminabili partite a pallone di cui quella era una delle due porte. Un saluto a tutti i vecchi Compagni.
Michele Mezzatesta