
Che cosa ricorda della sua infanzia?
Sono cresciuto in piazzale Maestri, quando calpestare le aiuole non era ancora "reato". Facevamo partite memorabili. Io allora sognavo di diventare un calciatore. E' un bel luogo comune: qual è il bambino che non sogna di diventare calciatore? Sì, ci sono caduto anch'io.
Che scuole ha frequentato?
Dopo le medie il Toschi, il liceo artistico. Ma non sono arrivato al diploma. Non ero uno studente modello. Non mi piaceva studiare. Poi ho capito che cosa ho perso. Ma devo molto alla mia ignoranza. Perché poi ho dovuto darci dentro per sanare le mie lacune. Nella vita ho imparato tante cose, giorno dopo giorno. Per esempio due anni fa ho avuto la fortuna di conoscere un ex partigiano. Mi ha aperto un mondo che non conoscevo. Ho puntato la mia attenzione sulle storie di donne partigiane. Da lì è nato il mio primo spettacolo teatrale, "Memoria indifferente".
Lei ha lunga esperienza di fabbrica: che cosa le ha lasciato?
Molto. Un bagaglio di esperienza formidabile. Ma adesso, da tre anni, ho la fortuna di vivere del mio lavoro di vignettista, illustratore, fumettista. Collaboro quotidianamente con "Polis Quotidiano", faccio l'illustratore di libri per ragazzi con un piccolo editore, Sale in zucca, ho creato dei fumetti didattici per il Coni. Mi è stato chiesto di progettare la mascotte del Giro d'Italia dell'anno prossimo. Il primo "step" è andato bene, adesso vedremo che decisione verrà presa. Insomma, mi gira bene. Ma la soddisfazione più grande è poter fare il papà. Vivo libero, a casa mia, lavoro a casa mia, posso portare i miei bambini nel parco, è la gioia più grande.

Quando ha cominciato a disegnare?
Quindici anni fa. Oltre che il sogno del calciatore, allora sognavo anche di diventare un grande scrittore. Il mio idolo era Milan Kundera. Scrivere è difficile. Allora, visto che io sono pigro, devo proprio alla pigrizia la mia decisione di dedicarmi al disegno. Disegnare è più immediato, si arriva più dritti, velocemente, allo scopo.
Lei si considera un artista?
No, un artigiano.
La creatività si può sposare con la parmigianità?
Certo. Il progetto della metropolitana leggera è un aspetto creativo di Parma: fare buchi nella città per il metrò leggero. Così com'è "creativa" una città che più che far decollare gli aerei dal suo aeroporto sopprime alcune tratte... Com'è "creativo" andare avanti con "Cibus" mentre non ci sono le strutture per sostenere questo indotto. Spero che abbia colto lo spirito di ironia.
Parma è una città colta? Che cosa pensa degli eventi culturali che si celebrano in città?
Io rimango abbastanza imbarazzato dagli eventi culturali di Parma. E' tutta una réclame... Verdi, Maria Luigia, Parmigianino, Correggio... Autoreferenzialità.

Si può fare satira a Parma? Lei con le sue vignette ha preso, e prende, di mira, molti personaggi della città. Non se la prendono?
Non ho mai avuto reazioni dirette da loro. Non so se se la prendono o no. Qualcuno però è ben felice dei miei strali. Per esempio Luca Sommi, l'organizzatore della mostra sul Correggio. Io non lo chiamo mai Luca Sommi nei miei interventi. Lo chiamo "Ciccio Ammicca", per il suo modo di fare da "piacione" che ammicca sempre davanti all'obiettivo del fotografo. Lui non se la prende. Anzi mi dice: guai se cambi tono...
Lei ha preso di mira anche il matrimonio di Francesca Strozzi, il volto più popolare di Tv Parma, con l'imprenditore Davide Anzani...
E come potevo tirarmi indietro? Quel matrimonio, alla Villa del Ferlaro, nel Comune di Collecchio, era un evento mediatico. Il sindaco Pietro Vignali non poteva celebrare il matrimonio lì, perché lui è sindaco di Parma e non di Collecchio. Allora il matrimonio vero è avvenuto in Comune, a Parma. Alla Villa del Ferlaro, davanti a 130 invitati, c'è stata una sceneggiata del matrimonio...
Perché critica tanto Parma e i suoi protagonisti?
In fondo credo che sia un atto di affetto. Le mie vogliono essere critiche costruttive. Con il mio lavoro a Polis Quotidiano, non scrivo mai battute fini a se stesse, ma cerco di usare l'arma dell'ironia, del sorriso, per poi indurre alla riflessione.
Nessuno l'ha mai querelata?
Porca miseria, mai una querela. Spero che arrivi, prima a poi. In questo Paese, per essere qualcuno, bisogna ricevere almeno uno straccio di avviso di garanzia. Mi faccia una cortesia, Mezzadri: mi quereli lei. Trovi un pretesto qualunque.

Fogliazza e il teatro: si è scoperto anche attore...
Be', in un qualche modo sì. Quest'anno, il 24 gennaio, ho messo in scena "Memoria indifferente", un monologo sulle donne partigiane, con foto, disegni, musiche. Sono accompagnato da due chitarristi e un fisarmonicista. Il debutto è avvenuto al Ratafià di Parma. Lo spettacolo è già stato rappresentato sei volte, in sei luoghi diversi. Ma non mi fermo qui.
Cioè?
Il mio prossimo impegno teatrale si intitolerà "Difetto di fabbrica" e debutterà a dicembre. Racconto i rischi dell'ubbidienza all'autorità. Anche quello sarà un monologo piuttosto impegnativo. Si parlerà del lato oscuro delle persone, si parlerà di tortura.
Mi sembra che lei sia sulla strada di Marco Paolini, uno dei re dei monologhi...
Me l'ha detto anche Maurizio Chierici, per il quale ho illustrato le copertine di alcuni suoi libri... Ma io preferisco trovarmi sulla strada di casa, dove mi aspettano mia moglie e i miei due meravigliosi bambini.
Achille Mezzadri
(Foto dall'alto: 1) Fogliazza con i suoi bambini, Jacopo e Nicolò; 2) Una celebre vignetta con il personaggio "Pavarani" che parla della parmigianità; 3) Il logo della rubrica tenuta da Fogliazza su "Polis Quotidiano"; 4) Fogliazza attore in "Memoria indifferente")





















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1 commenti:
Un affettuoso saluto all'Amico Fogliazza: abile e sottile dissacratore della "parmigianità". Non cambierà nulla (e forse è giusto così), ma è importante che tu continui a "farci vedere" come siamo.
Pavarani (...quello vero)
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