O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 1 agosto 2008

RICORDIAMO ANDREA BORRI CINQUE ANNI DOPO: UN POLITICO, UNO SPORTIVO, UN AMICO


Borri il rugbista. Borri il lasalliano. Borri il notaio. Borri il deputato. Borri il presidente della Provincia. Borri che non c'è più da cinque anni, da quel 2003 che ha spento a Parma due stelle luminose, lui e Baldassarre Molossi, lo storico direttore della "Gazzetta di Parma". Andrea Borri era democristiano doc e fu Romano Prodi, 5 anni fa, a tenerne l'orazione funebre. Per la sua fede politica poteva piacere o non piacere, questione di gusti personali, ma è indubbio che ha dato molto alla città e che la sua perdita ha lasciato un vuoto. Su Wikipedia c'è una bella scheda: è da leggere, perché sintetizza la sua attività. Così come è utile entrare nel sito dell'Associazione per la Costituzione della Fondazione Andrea Borri. E partecipare, chi può, alla cerimonia commemorativa che verrà organizzata giovedì 7 agosto alle ore 9,30 dall'Ade (la società comunale dei cimiteri cittadini, presieduta da Carletto Nesti) alla Villetta. Alle 18.30, invece, nella Cripta del Duomo, sarà celebrata una Messa, celebrata da monsignor Giulio Ranieri, vicario generale della Diocesi di Parma.













Qui, su "Pramzanblog", un sito nato con la presunzione di diventare un "monumento alla parmigianità", mi piace ricordare l'onorevole Borri con il contributo di un uomo che gli è stato molto vicino, il dottor Gabriele Ferrari, assessore provinciale alle Politiche scolastiche, alla Protezione civile e alle Relazioni internazionali. Ecco il commosso omaggio a Borri che ci ha inviato.


Caro Mezzadri,
ringrazio molto Lei e l'amico Carletto Nesti per l'occasione offertami di ricordare Andrea Borri a 5 anni dalla prematura scomparsa.
Il passare del tempo, accanto al rimpianto per aver perso troppo presto una persona molto cara e amatissima da tanti parmigiani, fa emergere con grande chiarezza il valore e le capacità di un uomo, un professionista,un politico, un amministratore, uno sportivo che ha dedicato tutto se stesso, senza risparmio, alla propria comunità, ai propri ideali e  alla famiglia.
Quello che mi piace sottolineare dell'amico e maestro Andrea in questo breve ricordo, è quella particolare dote che lo contraddistingueva: saper mettere a proprio agio la persona che gli stava di fronte, indipendentemente dal rango o dal censo.
Dote affinata nel tempo che gli ha consentito di essere autorevole e apprezzato uomo di pensiero e di azione illuminata ben al di là dei confini locali e nazionali, ma restando per migliaia di suoi amici ed estimatori "l'amico Andrea".
Mi capita spesso ancora oggi , nel momento di scelte difficili ed impegnative di rivolgere lo sguardo alla Sua immagine che conservo sulla mia scrivania e trarre fiducia e stimolo da quel volto severo, ma sereno che invita a non mollare mai orientando lo sguardo verso l'alto, ma mantenendo i piedi saldamente ancorati a terra.
Con l'affetto e la stima di sempre.
Gabriele Ferrari

(Nelle foto: Andrea Borri /da Valtaro.it/, l'onorevole Borri in udienza da Giovanni Paolo II, l'assessore provinciale Gabriele Ferrari)

3 commenti:

Carletto Nesti ha detto...

ADE SpA – CIMITERI DI PARMA – Luoghi della Memoria

GIOVEDI’ 07 AGOSTO alle 09,30
presso la Sua tomba, nel Cimitero della Villetta

verrà ricordato ANDREA BORRI,
nel Quinto Anniversario della Sua morte

Tutti i Visitatori sono invitati a partecipare
(ritrovo: ore 9.30 all’Ingresso principale della Villetta)

Si ringrazia per la collaborazione: Fondazione Andrea Borri - http://www.fondazioneandreaborri.org

ADE SpA – CIMITERI DI PARMA - Luoghi della Memoria

Carletto Nesti ha detto...

Lettera di BRUNO MAZZONI, ex allievo di Andrea Borri e Franca Finardi

----------------------------- Parma, 7 agosto 2008.
Caro Carlo,
Ti ringrazio, anche a nome del nostro CDA, per questa iniziativa tesa a ricordare la figura di Andrea Borri.
Tieni conto che, per quanto mi riguarda personalmente, non si tratta di atto formale, ma di un vero e proprio sentimento di affetto e di doverosa riconoscenza verso di Lui.
Andrea Borri, non so se molti lo ricordano, è stato docente di diritto all’Istituto Tecnico Commerciale “Pietro Giordani” della nostra città negli anni posti a cavallo del 1965 e io ho avuto l’opportunità di averlo come Maestro.
Un insegnante del tutto particolare capace di rendere viva la lezione con l’uso di una didattica innovativa che vedeva nell’allievo l’elemento centrale del discorso educativo e che metteva sullo sfondo molti dei vecchi arnesi del fare scuola come il registro, la lavagna, l’interrogazione o il libro di testo.
Elementi che non scomparivano, ma che cedevano il passo al dialogo, alla comprensione di ciò che sta dietro alle cose, allo sforzo costante perché nessuno dei suoi alunni restasse indietro: allora la lezione si trasformava in una mescolanza di logos e di pathos che rendeva persino avvincente un odioso ed asettico programma ministeriale che Andrea Borri arricchiva con costanti riferimenti alla storia locale, all’attualità politica e perfino alla tradizione del nostro dialetto quando ciò gli tornava utile per farci comprendere gli istituti giuridici più complessi.
Non si sottraeva alla contrapposizione dei punti di vista con ognuno di noi: anzi li sollecitava, stimolandoci a “sentire la Scuola” come entità autonoma e libera da qualsiasi condizionamento. Questi aspetti non sono di poco conto se si considera che a quel tempo era in atto una profonda trasformazione della società, la scuola diventava fenomeno di massa ed in politica erano già manifeste le tendenze della cosiddetta contestazione studentesca.
Tendenze, queste ultime, alle quali si oppose con il frequente richiamo alla libertà individuale e collettiva che la scuola aveva il compito di presidiare. Infatti, per Lui, la scuola non era il programma e nemmeno il che cosa si insegna. Nella sua visione, la “buona scuola” era data dal come e dal perchè si insegna.
Da autentico sportivo, sapeva immettere nella sua attività scolastica il massimo vigore intellettuale anche per “competere” , forse in modo un poco narcisistico, con una altra insegnante che vantava largo credito ed elevato prestigio da parte dell’intero corpo degli studenti: la Sig.ra Franca Finardi docente di Lingua Francese che diventò sua sposa alcuni anni successivi.
Non lo rividi più fino alla Sua nomina come Presidente della Provincia di Parma. I nostri incontri avvenivano in Piazzale della Steccata, il mattino presto, quando mi recavo in Ufficio a fare il dipendente comunale e Lui si avvicinava a Piazza della Pace chiamato a funzioni di Pubblico Amministratore. Ti assicuro che il discorso sovente cadeva su questo periodo e su questa esperienza straordinaria che tanti come me hanno avuto la fortuna di condividere.
Di Andrea Borri si è detto molto. Non so se anche questo aspetto della sua vita, che ho voluto evocare, sia stato sufficientemente scandagliato.
Ritengo che molti suoi allievi - che hanno avuto fortuna nelle rispettive professioni - potrebbero fornire elementi di valutazione più importanti e significativi di quanto non sia stato in grado di fare con questa nota. E’ uno sforzo, Caro Carlo, che ADE potrebbe esperire in futuro proprio nella convinzione di mettere in atto una pista di ricerca idonea nel fornire nuovi ed importanti aspetti di una personalità poliedrica e di un uomo di grande cultura.
Grazie ancora per questa iniziativa.
Brun Mazzoni

Pramzan45 ha detto...

Grazie a Nesti che ha inserito in "Pramzanblog" questo commosso ricordo di Brun Mazzoni. La cultura della memoria (e in questo caso io dico "in chiave parmigiana) è secondo me un valore irrinunciabile. Grazie Nesti. Grazie Mazzoni.