O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 11 agosto 2008

Chiedi chi era Ferrutius, il prete storiografo


Chi ama la storia di Parma non può non avere avuto tra le mani (e spero letto) almeno uno dei tantissimi libri scritti da don Ferruccio Botti (18 gennaio 1905- 27 giugno 1983) che vivisezionò la storia patria con puntiglio e professionalità. Spesso, e in particolare sulla "Gazzetta di Parma" di cui fu per moltissimi anni collaboratore, si firmava con uno pseudonimo Ferrutius. Ma tutti sapevano che dietro quel "nome d'arte" ci celava il priore di Talignano, una pieve dove molti, negli anni Sessanta e Settanta andavano a sposarsi. Era di moda.

Ferrutius scandagliò il passato di Parma, con le sue storie e i suoi figli illustri. Verdi e Maria Luigia, Toscanini e Paganini, La Chiesa di San Vitale e Il colera a Parma e nel Parmense furono soltanto alcun degli argomenti trattati dal priore di Talignano, che è stato appena ricordato sulla "Gazzetta di Parma" dall'editore Antonio Battei, che lo conosceva bene. Di don Botti si può leggere anche un ritratto su Internet, tratto dal "Dizionario biografico dei parmigiani", di Roberto Lasagni, edito nel 1999 da PPS.
(Nelle foto: l'articolo scritto da Antonio Battei sulla "Gazzetta di Parma" e la copertina di uno dei libri di Ferrutius)

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