O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 26 agosto 2008

Chiedi chi era Galaverna, il papà di Batistén



Ormai chi legge abitualmente Pramzanblog ha capito perfettamente che questo sito è nato e sta crescendo con la presunzione di diventare un piccolo monumento alla parmigianità. Poteva dunque mancare un ritratto di Domenico Galaverna, tipografo, burattinaio, poeta dialettale , nato a Parma il 25 febbraio 1825 e morto a Collecchio il 31 agosto 1903, vale a dire 105 anni fa? I giovani d'oggi (tolta qualche eccezione) ignorano certamente chi fu Galaverna, al massimo sono passati per il borgo che ha preso il suo nome, ma basta sfogliare uno dei tantissimi libri sul passato di Parma, che ecco spunta regolarmente il suo nome: soprattutto per il personaggio che creò, il celebre Batistén Panäda, una maschera che divenne "rivale" della maschera ufficiale di Parma, Al Dsèvvod. Ma anche per le sue straordinarie poesie in dialetto, per i suoi Lunari (il più celebre fu dedicato proprio a Panäda, che uscì all'inizio di ogni anno, dal 1852, per 48 anni consecutivi, uno a un'altra sua favolosa creatura, Tmasòn Brusamiccia), per il suo inimitabile talento di burattinaio. Fu il classico autodidatta, si acculturò pian pianino, anno dopo anno, soprattutto da quando si trasferì da Parma a Collecchio, dove fu segretario comunale. Era diventato un erudito a modo suo. Scriveva in latino e in francese, ma si capiva bene che lo faceva "a orecchio". Il suo maestro, in ogni cosa che faceva, in ogni cosa che ideava, era il popolo. Erano i parmigiani (e i collecchiesi). Ebbe anche un periodo travagliato. Nel 1868 infatti fu coinvolto suo malgrado nelle manifestazioni contro l'imminente entrata invigore della tassa sul macinato. Una folla inferocita si accalcò davanti al municipio di Collecchio, minacciando di saccheggio le abitazioni del delegato, che in quei giorni sostituiva il sindco dimissionario e quelle dei dipendenti comunali, tra i quali, appunto, Galaverna. Il "papà" di Batistén Panäda fuggì nei boschi, poi a Langhirano e infine a Parma, dove lo raggiunse la famiglia. Pochi giorni dopo scrisse al delegato, preannunciando le sue dimissioni, che però non ebbero seguito. Andò in pensione solo nel 1892.
A 105 anni dalla morte voglio ricordarlo anche con un frammento tratto dal Batistén Panäda:

Arrivà ch' semma ai confein
ecco lì un mucc' ad gablein
dil ghignazzi, di barbon
ch'javen ross i pantalon.
Fass innanz el pu bel grand
Ch' l' äva ai brazz el sign del cmand
e 'l farloca - oé monsù
dovech gnir adessa vu ?
"Veh mi a digh chi m' dà dl' arlia !
D' in do vegn ? Mo da ca mia"
- Bien el dis votre papié
"Mo sicura ch' son gnu a pè"
- Sacranon, el salta su
votre cart, tendè monsù ?
"Mo sonaj ! Mo caspitenna !
Cme se scaldel tant l'orenna ?
Ghe bisogn d' sbrajär tant fort ?
El völ dir el passaport ?"
- Bien, tre bien, donè a muvà
"Eccol sior propia cmed va,
el la spiga st' accident
brangognand dameza ai dent
el confronta i connotat
pezz che un giudiz, n' avvocat,
el la guärda dnanz, dardè,
el 'm sbarlocia e testa e pè,
po la donna, po i picett
po el fa el freghi al me asnett
e po el s'volta con 'na greinta
seria, brusca, ma imponenta
el me dis - vus si italien ?
"Oh sior no a son Batistén"...

(Nelle foto, dall'alto: il busto a Galaverna, a Collecchio; la lapide dedicata a Galaverna a Parma nel cinquantenario della morte; il frontespizio della strenna dedicata a Tmasòn Brusamiccia nel 1858, 150 anni fa / Il testo del "Battisten Pan¨da" è tratto dal blog I poeti di Parma).

1 commenti:

Carletto Nesti ha detto...

ADE SpA – CIMITERI DI PARMA – Luoghi della Memoria

“ANNIVERSARI DI OGGI” 31 AGOSTO
Foglio settimanale di ADE SpA Parma - Anno V – N.335 -
Edizione del:31.08.08
* Selezione di anniversari, ricorrenze, eventi e personaggi legati alla giornata di oggi *


Santi del giorno:
Santi Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo (*), Sant'Abbondio, Sant'Aidano di Lindisfarne, Sant'Aristide Marciano, San Cesidio e compagni Martiri a Trasacco, San Domenico del Val, San Paolino di Treviri, San Raimondo Nonnato,

Eventi
1888 - Jack lo Squartatore a Londra inizia a uccidere: Mary Ann Nicholls
1897 - Thomas Edison brevetta il Kinetoscopio, la prima cinepresa
1907 - Regno Unito, Russia e Francia formano la Triplice Intesa
1920 - Il primo giornale radio viene trasmesso da Detroit (Michigan)
1980 - In Polonia viene fondato il sindacato Solidarność
1994 - L'IRA dichiara la "completa cessazione di tutte le operazioni militari"
1997 - Diana, Principessa del Galles muore in un incidente stradale a Parigi

Nati
12 - Caligola, imperatore romano († 41)
1542 - Isabella de' Medici († 1576)
1834 - Amilcare Ponchielli, compositore italiano († 1886)
1860 - Nicola Zingarelli, filologo italiano († 1935)
1870 - Maria Montessori, pedagogista, filosofa e medico italiana († 1952)
1879 - Alma Mahler Schindler, compositrice e pittrice austriaca († 1964)
1907 - Altiero Spinelli, politico e scrittore italiano († 1986)
1947 - Rita Dalla Chiesa, conduttrice televisiva italiana
1947 - Luca Cordero di Montezemolo, dirigente d'azienda italiano

Morti
1056 - Teodora di Bisanzio, imperatrice bizantina (n. 984)
1867 - Charles Baudelaire, poeta e scrittore francese (n. 1821)
1903 - Domenico Galaverna, creatore di Battisten Panäda (n.1825) (**)
1905 - Francesco Tamagno, tenore italiano (n. 1850)
1963 - Georges Braque, pittore e scultore francese (n. 1882)
1969 - Rocky Marciano, pugile statunitense (n. 1923)
1973 - John Ford, regista e attore statunitense (n. 1894)
1983 - Marcello Candia, imprenditore e missionario italiano (n. 1916)
1986 - Goffredo Parise, scrittore e giornalista italiano (n. 1929)
1997 - Diana Spencer, principessa britannica (n. 1961)
2002 Lionel Hampton, vibrafonista statunitense (n. 1908)


(*) Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo
1° secolo - Patronato: Funerali (cimiteri ed imprese funebri)

I pochi riferimenti storici si desumono dai quattro Evangelisti allorquando narrano la deposizione e la sepoltura di Gesú. Originario di Arimatea, di condizione assai agiata, era un discepolo di Gesú, ma come Nicodemo non aveva dimostrato la propria fede per paura dei Giudei, fino al periodo della Passione. Tuttavia durante il processo di Gesú, partecipando alle sedute del sinedrio, per il senso di giustizia che l'animava e per l'aspettativa del regno di Dio, aveva osato dissentire dai suoi colleghi non approvando le risoluzioni e gli atti di quell'assemblea. Anzi maggior coraggio dimostrò dopo la morte del Maestro, quando arditamente, come si esprime Marco, si presentò a Pilato per ottenere la sua salma e darle degna sepoltura, impedendo cosI che fosse gettata in una fossa comune, con quella dei due ladroni. Nel pietoso intento, Giuseppe trovò collaborazione, oltre che nelle pie donne, anche in Nicodemo, accorso portando con sé aromi (mirra ed aloè). Giuseppe, secondo quando detto in Mt. (27, 59), aveva comprato una bianca sindone. I due coraggiosi discepoli, preso il corpo di Gesú, lo avvolsero in bende profumate e lo deposero nel sepolcro nuovo. scavato nella roccia, che Giuseppe si era fatto costruire nelle vicinanze del Calvario. Era il tramonto quando Giuseppe "rotolata una grande pietra alla porta del sepolcro andò via" (Mt. 27 60).

31 Agosto (Thanks to: Wikipedia, Pramzanblog, Santi e Beati, Gian Domenico Gordini)


(**) Domenico Galaverna
(Parma 25 febbraio 1825- Collecchio 31 agosto 1903)

Uno dei più alti rappresentanti della parmigianità. Fu il creatore della maschera parmigiana Battisten Panäda.

I giovani d'oggi (tolta qualche eccezione) ignorano certamente chi fu Galaverna, al massimo sono passati per il borgo che ha preso il suo nome, ma basta sfogliare uno dei tantissimi libri sul passato di Parma, che ecco spunta regolarmente il suo nome: soprattutto per il personaggio che creò, il celebre Battisten Panäda, una maschera che divenne "rivale" della maschera ufficiale di Parma, Al Dsevod.
Ma anche per le sue straordinarie poesie in dialetto, per i suoi Lunari (il più celebre fu dedicato proprio a Panäda, che uscì all'inizio di ogni anno, dal 1852, per 48 anni consecutivi, uno a un'altra sua favolosa creatura, Tmasòn Brusamiccia), per il suo inimitabile talento di burattinaio. Fu il classico autodidatta, si acculturò pian pianino, anno dopo anno, soprattutto da quando si trasferì da Parma a Collecchio, dove fu segretario comunale. Era diventato un erudito a modo suo. Scriveva in latino e in francese, ma si capiva bene che lo faceva "a orecchio". Il suo maestro, in ogni cosa che faceva, in ogni cosa che ideava, era il popolo. Erano i parmigiani (e i collecchiesi). Ebbe anche un periodo travagliato. Nel 1868 infatti fu coinvolto suo malgrado nelle manifestazioni contro l'imminente entrata invigore della tassa sul macinato.
Una folla inferocita si accalcò davanti al municipio di Collecchio, minacciando di saccheggio le abitazioni del delegato, che in quei giorni sostituiva il sindaco dimissionario e quelle dei dipendenti comunali, tra i quali, appunto, Galaverna. Il "papà" di Battisten Panäda fuggì nei boschi, poi a Langhirano e infine a Parma, dove lo raggiunse la famiglia.
Pochi giorni dopo scrisse al delegato, preannunciando le sue dimissioni, che però non ebbero seguito. Andò in pensione solo nel 1892.
A 105 anni dalla morte vogliamo ricordarlo anche con un frammento tratto dal Battisten Panäda:

Arrivà ch' semma ai confein ecco lì un mucc' ad gablein
dil ghignazzi, di barbon ch'javen ross i pantalon.
Fass innanz el pu bel grand Ch' l' äva ai brazz el sign del cmand
e 'l farloca - oé monsù dovech gnir adessa vu ?
"Veh mi a digh chi m' dà dl' arlia ! D' in do vegn ? Mo da ca mia"
- Bien el dis votre papié "Mo sicura ch' son gnu a pè"
- Sacranon, el salta su votre cart, tendè monsù ?
"Mo sonaj ! Mo caspitenna ! Cme se scaldel tant l'orenna ?
Ghe bisogn d' sbrajär tant fort ? El völ dir el passaport ?"
- Bien, tre bien, donè a muvà "Eccol sior propia cmed va,
el la spiga st' accident brangognand dameza ai dent
el confronta i connotat pezz che un giudiz, n' avvocat,
el la guärda dnanz, dardè, el 'm sbarlocia e testa e pè,
po la donna, po i picett po el fa el freghi al me asnett
e po el s'volta con 'na grinta seria, brusca, ma imponenta
el me dis - vus si italien ? "Oh sior no a son Batisten"...

Grazie a: www.pramzanblog.com, Etichette: Al Dsevod, Battisten Panäda, Collecchio, Galaverna Domenico, Tmasòn Brusamiccia. Il testo del "Battisten Panäda" è tratto dal blog “I poeti di Parma”.


Ricordiamo ai Sigg. Visitatori dei nostri Cimiteri che
da domani, Lunedì 1 SETTEMBRE, si tornerà ad applicare l’orario normale,
valido per tutto il mese di Settembre, che di seguito riportiamo:

Giorni Feriali: orario continuato: dalle 8.00 - alle 18,30
Giorni Festivi: dalle 8,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30


Ricordiamo, infine, alcune importanti cerimonie che si terranno nei prossimi giorni:

LUNEDI’ 1° SETTEMBRE, ALLE ORE 11,30
PRESSO GLI ARCHI 82-83-84 DELLA GALLERIA PERIMETRALE
RICORDO DEI SETTE MARTIRI FUCILATI IN PIAZZA NEL 1944: 64°ANNIVERSARIO

MERCOLEDI’ 3 SETTEMBRE, ALLE ORE 9,30
CON PARTENZA DALL’INGRESSO PRINCIPALE DELLA VILLETTA
S.MESSA E COMMEMORAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEL GENERALE C. A. DALLA CHIESA E DI E. SETTI CARRARO.

LUNEDI’ 8 SETTEMBRE (ora da definire)
RICORDO DEL 65°ANNIVERSARIO DELL’8 SETTEMBRE 1943

SABATO 13 SETTEMBRE, ALLE ORE 9,30
PRESSO LA SUA TOMBA NEL PRATO PERIMETRALE
RICORDO DI DON FRANCO GUIDUZZI, NEL 3°ANNIVERSARIO DELLA MORTE. CELEBRAZIONE DELLE LODI con Don Raffaele Sargenti

La presenza della Cittadinanza sarà molto gradita

Buona Domenica a Voi e famiglie da:
ADE SpA – CIMITERI DI PARMA - Luoghi della Memoria .335