O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 21 luglio 2008

Parma non dimentica il "suo" Mat Sicuri



Ho già parlato, in queste pagine, di Enzo Sicuri, il "Mat Sicuri" che è uno dei ricordi più indelebili della mia infanzia. Ma voglio ricordarlo ancora adesso, a vent'anni dalla scomparsa, proprio nei giorni in cui tutti celebrano un ventennale, diciamo, più importante: quello della scomparsa del grande Giovanni Guareschi, il "papà" di Peppone e Don Camillo (al quale ho già dedicato un servizio, con il ricordo in video di Indro Montanelli). Oggi invece torno a rioccuparmi di Sicuri perché mi è giunta notizia che il Comune di Parma ha provveduto a sue spese a traslare i suoi resti mortali in una nuova ubicazione: celletta 64 del quadro 1 del reparto A, alla Villetta. Sulla piccola lapide, che sarà realizzata gratuitamente dalla ditta De Giuli, di Bordoni, probabilmente si leggerà la scritta "Enzo Sicuri, uomo libero, 1907 - 1988". E' prevista anche una piccola cerimonia di inaugurazione, a cura del Comune e dell'Ade. Trovo molto bello che Parma non ricordi soltanto i suoi figli più illustri, ma anche figure "minime", come quella di un clochard, che però, come straordinario e inimitabile "uomo libero" è rimasto nel cuore di molti.
(Nelle foto, da sinistra: la statua creata da Maurizio Zaccardi e il ritratto di Tiziano Marcheselli)

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