
Egregio Cavaliere di Gran Croce e Cavaliere del Lavoro Calisto Tanzi,
mi scusi tanto se dico anch'io la mia. Ho appena saputo che stamattina i suoi legali, all'apertura del processo Parmatour (subito rinviato al 16 ottobre) hanno presentato per lei istanza di patteggiamento a due anni e 8 mesi. Dovremo aspettare dunque fino all'autunno per sapere se il collegio giudicante, presieduto da Carlo Saverio Ferraro, le accorderà il patteggiamento per questo processo che rappresenta uno dei filoni del crac Parmalat. Ora dico: questa strada è assolutamente legale ed è assolutamente normale che lei, attraverso i suoi legali, la percorra. Normale, ma non so fino a quanto opportuno. Vede, io ho frequentato, tanti anni fa, elementari e medie alla Salle, come lei, e so bene come i Fratelli delle Scuole Cristiane indicavano agli allievi la via "della sapienza e della virtù". (Viva speme lasalliana, vago odor di gioventù, sempre abbiam le menti tese alla sapienza e alla virtù, cantava il nostro inno). Lei, Cavaliere di Gran Croce nonché Cavaliere del lavoro Calisto Tanzi, è stato un grande imprenditore, ha tenuto alto il nome di Parma (e non solo del Parma) in tutto il mondo, ma poi... poi lo dicono le vicende giudiziarie in cui è implicato, ha forse smarrito la via della virtù. Non è compito mio stabilire, me ne guarderei bene, se per scelta sua o perché è stato tirato dentro da altri. Il fatto è che è stato combinato un bel casino e che decine di migliaia di persone sono finite nei guai per il Crac Parmalat. Allora, Cavaliere, da buon lasalliano (e mi dicono anche molto affezionato alla sua scuola) perché tutti questi mezzucci (assolutamente legali) come patteggiamenti, riti abbreviati... Vede, Cavaliere, un vero lasalliano è stato educato a dire: "Ho sbagliato, pago, scegliete voi signori giudici come e quanto".
In fede. Achille Mezzadri (Pramzan45)

























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