O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 9 luglio 2008

Le interviste di "Pramzanblog": Vittorio Adorni PENSO CHE PRIMA O POI LO STADIO TARDINI CAMBIERA' SEDE, MA NON CON ME ASSESSORE





La sera del 1° settembre 1968, 40 anni fa, arrivai a Bucarest, la capitale della Romania, per la "Gazzetta di Parma": si temeva che stesse per essere invasa dai sovietici, che già avevano occupato Praga. Una tirata unica da Belgrado a Bucarest, 1000 chilometri con la mia Simca 1000. All'arrivo ero stravolto. Telefonai a casa. Per prima cosa chiesi: "Che cosa ha fatto Vittorio Adorni?". "Ha vinto! Ha trionfato!". Ero stanchissimo, ma felice. Poi il lavoro mi ha portato a conoscerlo, ci siamo visti anche a Città del Messico in occasione del record dell'ora di Francesco Moser. Ora è assessore alle attività motorie del Comune di Parma. Sono molto contento che abbia accettato di venire intervistato per "Pramzanblog".
Parma, grazie a a rugby, pallavolo, baseball, ciclismo, tennistavolo e più tardi anche con il Parma calcio, è stata considerata una "capitale dello sport". La è ancora?
Be', quelli sono stati tempi magici, con grandi squadre. Potrebbe essere un passato irripetibile. Ma Parma resta comunque una grande città di sport. In un recente sondaggio del Sole 24 ore tra le capitali italiane dello sport è stata messa al terzo posto dopo Firenze e Trento.
Con Vittorio Adorni assessore può cambiare l'approccio dei parmigiani verso lo sport, e alle attività motorie in senso più ampio?
Il mio progetto parte proprio da qui: avvicinare sempre più i parmigiani all'attività fisica. Non fermarci soltanto alle nuove strutture, vedi il Palazzetto dello sport, vedi lo Stadio del Rugby, ma dare più possibilità ai parmigiani di camminare, di correre, di andare in bicicletta.
Senza piste ciclabili?
Be', le piste ciclabili in città sono carenti, per carità. Ma che cosa si può fare? Abbattere i palazzi? Lo spazio è quello che è. Si può incentivare però il percorso ciclabile verso le periferie, verso l'esterno.
C'è un problema molto "caldo" che la coinvolge. Lo Stadio Tardini. E' nell'aria che prima o poi possa traslocare, per problemi di ordine pubblico e per dare più quiete agli abitanti della zona. I Boys Parma 1977, la tifoseria più "viva" della città, ha già emesso il grido di guerra: "Giù le mani dal Tardini". Hanno pubblicato un comunicato subito ripreso dalla stampa locale, nel quale dicono chiaramente che non accettano traslochi. Che il Tardini deve restare dov'è e com'è. Pretendono una risposta da lei. Ce la può dare qui?
Guardi, io al Tardini ci andavo da piccolo. E' il "mio" stadio. Ce l'ho nel cuore. L'ho visto crescere, modificarsi, ampliarsi. Quando ci andavo io, da bambino, c'era ancora la pista d'atletica intorno al rettangolo di gioco. Ci giocava il Parma AS e anche la Rugby Parma. Ma adesso mi rendo conto che è sempre più difficile voler mantenere uno stadio nel cuore della città. I tempi moderni esigono soluzioni nuove, più sicure.
Quindi è favorevole al trasloco?
Io dico solo che inevitabilmente arriverà un giorno in cui dovrà traslocare. Credo che non accadrà durante il mio mandato di assessore, ma prima o poi accadrà. Eppoi il problema non è solo di Parma. Anche a Siena, anche a Torino, anche a Genova, stanno pensando a stadi decentrati. Inoltre gli stadi moderni, secondo me, non possono limitarsi ad essere contenitori di un evento sportivo, al massimo due, alla settimana. E' giusto che diventino centri vivi, con ristoranti, bar, negozi. Insomma, punti d'incontro per la città, anche per i non sportivi.
Ma i tifosi, i Boys in particolare, non sono d'accordo...
Io sono contrario alle polemiche. Dico solo il mio parere personale. E faccio l'esempio dell'Ente Fiera. Prima si trovava all'interno del Parco Ducale e il suo fiore all'occhiello di allora, la Mostra delle conserve, si è sviluppata fin che ha potuto. Ma di più non poteva. Poi la Fiera ha traslocato, è andata ... in campagna, a Baganzola, ed è stato tutto un proliferare di iniziative, di nuove mostre, di nuovi successi che hanno portato il nome di Parma in Europa e nel mondo. I parmigiani ci hanno guadagnato da quel trasloco...
Vogliamo parlare di un altra "grana"? Lo Stadio del Rugby. Abbattuto il Lanfranchi, in viale Piacenza, per dare spazio all'Authority Alimentare Europea, si è ripiegati su Moletolo, con uno stadietto da 1500 posti...
Però è una situazione provvisoria. Per il campionato lo stadio sarà pronto. E poi dovrà andare in porto il progetto per una seconda tribuna da 1000 posti. Infine comincerà la costruzione dello stadio definitivo, da 5mila posti.
Il 6 settembre però l'Overmach affronterà i campioni d'Italia del Calvisano per la Supercoppa italiana. Solo i tifosi del Calvisano saranno più di 2mila...
Lo so, lo so. Ma queste decisioni sono state prese prima del mio avvento all'assessorato. Io avrei detto: non ci vuole uno stadio provvisorio, cominciamo subito a costruire quello definitivo.
Visto che siamo in tema di rugby: lei conosceva Geo Tolentini, l'arbitro di rugby, vero?
Certo che lo conoscevo. Ha dato molto allo sport.
Come mai, a 11 anni dalla scomparsa, non è stato ancora ricordato con uno stadio, o una curva di uno stadio, o con una via, o con una manifestazione sportiva?
Tolentini non è l'unico che merita di essere ricordato. E' importante che al Comune di Parma arrivi una richiesta, una segnalazione. Sarà valutata. Per quanto mi riguarda sono sempre favorevole a ricordare i benemeriti dello sport della nostra città.
Il 1° settembre saranno quarant'anni dalla sua magica vittoria a Imola, quando conquistò il titolo mondiale su strada. Le ha cambiato la vita?
Certamente. Il titolo mondiale, assieme all'Olimpiade, è il titolo più grande per uno sportivo. Tutti mi ricordano soprattutto per quella vittoria, più che per l'insieme della mia carriera.
Adorni, Armani, Gualazzini... E prima ancora Ghidini, Gandini... Grandi del ciclismo made in Parma. Ne nasceranno di nuovi? Almeno uno?
Ce lo domandiamo tutti, ma forse uno c'è. Si chiama Adriano Malori e ha vent'anni. E' di Traversetolo. E' un ottimo cronoman. Da tre anni è campione italiano a cronometro tra i dilettanti e pochi giorni fa ha vinto anhe il titolo europeo. E' una grande speranza per i prossimi mondiali di settembre, a Varese. Vedremo poi che cosa farà da professionista. Potrebbe diventare uno specialista delle corse in linea.
Assessore Adorni, che cos'è per lei la parmigianità?
Un segno distintivo. Io sono molto legato alla "mia" Parma e alla sue tradizioni. Con il passare degli anni, anzi, mi sento sempre più parmigiano. Quando passo vicino al Battistero mi fermo sempre e penso: "Che meraviglia... Be', noi ce l'abbiamo, le altre città no..."
Le piace parlare il dialetto?
Dabòn. Al me pjäzriss ch'al parlìsson ànca i me nvodén.
Quanti nipoti ha?
Quattro: due femmine, di 14 e 10 anni e due maschi, di sei e uno. La più grande, che si chiama Alice Galli, è una promessa della ginnastica ritmica. E' figlia di Claudio Galli, il capitano della Maxicono degli anni d'oro della pallavolo a Parma.
Torneranno quei tempi d'oro per lo sport della nostra città?
Me lo auguro di cuore.
Achille Mezzadri (Pramzan45)
(Nelle foto, dall'alto: La Gazzetta dello sport e il trionfo a Imola, nel 1968; primo piano dell'assessore Adorni e Adorni con Pramzan45 nel 1984 a Città del Messico)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bell'intervista e bel blog, Pramzan45! Che dire? Parma non merita il trasloco del Tardini; è lo stadio più antico in attività in Italia, è stato ristrutturato in maniera eccellente una quindicina d'anni fa, ha una visuale sul campo ottima da ogni posizione, è facilmente raggiungibile da tutti, è un pezzo di storia...Oltre agli aspetti positivi c'è quello negativo sottolineato più volte da alcuni cittadini del quartiere, ma direi che tra un tale elenco di "pro" e un solo "contro" non c'è paragone!

Arcobaleno78

Astra Parma ha detto...

Parliamo pure sempre di Tardini e del Parma Calcio; esistono però realtà giovanili che non sanno dove sbattere le corna. I campi comunali sono dati un uso a paraculi e non sempre a chi necessita. L'Astra ha 200 bambini iscritti e deve farli allenare NEGLI ORATORI perchè il comune assegna i campi col sedere (scusatemi il termine, ma il campo di Via Taro è in gestione alla Giovane Italia che non ha più squadre di calcio da un decennio, addirittura gli ospedalieri hanno un campo comunale ed una squadra di quarantenni per giocare una partita a settimana.
A me, personalmente la cosa fa vergognare di essere amministrato così. So che non è colpa di Adorni ma un problema vecchio, ma i bambini sono il futuro e bisogna dar loro dei diritti.
E pensare che in una intervista da me fatta all'assessore, si erano ricevute tante promesse....
http://www.usastra.it/sessantesimo/stella36.htm
http://www.usastra.it/sessantesimo/stella37.htm
Saluti a tutti.
MAURO