O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 28 luglio 2008

Le interviste di Pramzanblog: Gene Gnocchi SONO FIDENTINO AL MIDOLLO E HO TRE FIGLI MERAVIGLIOSI CHE MI PRENDONO PER IL CULO

Gene Gnocchi, classe 1955, professione comico (due programmi in vista per il suo ritorno su Raidue, il talkshow "Artù", con Elisabetta Canalis e "Il criticone"), calciatore di serie A mancato, bandiera di Fidenza, marito e padre affettuoso, con tre figli che, dice lui, lo prendono per i fondelli, uomo di spettacolo e di cultura con un debole per la poesia, anguillafrittadipendente. Questo ed altro è uscito dall'intervista che Gene (o meglio, l'avvocato Eugenio Ghiozzi da Fidenza) ha concesso a "Pramzanblog".

Si considera parmigiano o fidentino?
Sicuramente fidentino. Sono nato e cresciuto nel Borgo e ne sono fiero. Ma a Parma vado spesso e ho degli amici. L'atmosfera delle due città è diversa. Parma è una vera città, con una vita da vera città. Fidenza è un tipico paesone di provincia, con una vita da tipico paesone di provincia.
Che cos'è per lei la parmigianità? O la fidentinità se preferisce?
Si può intendere, in entrambi i casi, come amore per la tradizione. E io lo sento questo amore per la tradizione, nel senso che la terra dove sono nato, quindi il Borgo, costituisce per me un motivo fondamentale, anche a livello artistico. Per questo non ho mai frequentato scuole di dizione. Mi sono sempre voluto tenere la mia bella erre fidentina, che è una caratteristica della mia città. Io amo molto la mia terra e ci torno appena posso. E' difficile che io stia lontano a lungo da Fidenza. E da Parma.
Conosce e parla il dialetto fidentino?
Certo. Qualche volta mi capita anche di usarlo durante una puntata di una mia trasmissione, o durante uno spettacolo. Una volta a "Quelli che il calcio" è venuto Vissani, il cuoco, e dopo uno scambio di frasi gli ho detto "Sei proprio un busmòn". E' un termine tutto borghigiano che significa sempliciotto, cretinotto. Lui ha riso senza capire che cosa gli avevo detto. Anche con gli amici mi piace, quando capita, di parlare il dialetto.
Che cosa sognava da ragazzo? Di fare il comico?
No. Sognavo di diventare calciatore e di giocare in serie A e poi in Nazionale. Il primo l'ho raggiunto. Sono arrivato fino alla serie C, nell'Alessandria, ma nella squadra Primavera. Il secondo invece, la serie A, non l'ho centrato.
Però, in serie A, è stato tesserato del Parma per ben due anni...
Sì, ma ovviamente adesso, alla mia età, mica pensavo di giocarci davvero. Il sogno era di stare in campo 5 minuti nell'ultima giornata di campionato, a salvezza raggiunta. Invece negli ultimi due anni il Parma ha dovuto lottare fino all'ultimo minuto, il mio ingresso in campo sarebbe stato un azzardo.
E adesso non fa più parte del Parma?
No, in serie B il numero è chiuso. Ma la squadra mi resta nel cuore.












Un suo messaggio ai tifosi del Parma.
Che continuino ad andare allo stadio. Il Parma è un patrimonio della città. E deve tornare subito in serie A, perché è un esempio di calcio positivo. Il suo ritorno in A è importante sia per il calcio, sia per Parma.
Lei, in Tv e negli spettacoli fa morire dal ridere. Ma i comici, spesso, nella vita privata sono seri, alcuni perfino tristi. E lei?
No, io nella vita sono un compagnone. Mi piace divertirmi, anche se poi ho anche un lato più riflessivo.
Che tipo di padre è?
Affettuoso. Ho preso da un fondamentale insegnamento di mio padre: ai figli non si può non voler bene. Eppoi mi considero molto fortunato, perché ho tre figli che mi divertono, li trovo molto divertenti: Ercole, 25 anni, Silvia, 22 e Marcello, 15. Quando sono libero da impegni di lavoro io e mia moglie andiamo fuori spesso a mangiare insieme. Sono "riunioni di famiglia" molto divertenti. Ma lo sa una cosa?
Che cosa?
I miei figli mi vogliono un bene dell'anima, però mi prendono per il culo.
Come?
Ha capito bene. Mi prendono per il culo. Fanno le pulci sul mio lavoro, sulle mie battute, continuamente. Mi prendono in giro per le cose che dico, che faccio. Ma io ci rido su.
E con i suoi fratelli che rapporto ha?
Ne ho cinque: Alberto, Elena, Charlie, Federico e Andrea. Bellissimo rapporto anche con loro. Anche con Charlie, che lavora a radio Rtl e a Striscia la notizia.
Lei è un comico, ma è anche un uomo di cultura. Come se la mette attualmente Parma con la cultura?
Ho un ottimo rapporto culturale con Parma. Vado a comprare i libri alla Feltrinelli, dove ci sono due miei cari amici, Belledi e Aldo, la nostra è un'amicizia vecchia di 30 anni. E poi a Parma c'è Guanda, il poeta Giancarlo Conti, il critico Marchetti, Emilio Zucchi, Riccardi, Lagazzi, Stefano Lecchini.. Tutta gente di cultura, danno un tono alla città. Credo che il livello culturale di Parma, oggi, sia di buon livello.
E' recente la vicenda di Matteo Cambi, della "Guru". E' meno recente, ma sempre attualissimo, il caso Parmalat, di Calisto Tanzi. Che cosa prova da parmigiano, pardon da parmense, o meglio da fidentino, di fronte a questi crac che danno un'immagine negativa di Parma e provincia?
Ovviamente mi dispiace. In particolare mi è dispiaciuto molto per Calisto Tanzi. Io ero molto legato alla gestione Tanzi del Parma calcio in serie A. Pensavo che tutto il gruppo fosse un'azienda solida, senza pecche. Ci sono rimasto veramente male. E poi mi piaceva Calisto per il suo modo di fare soft, per il suo stile da understatement, sempre pacato, mai sopra le righe... Peccato.
In cucina come se la cava?
Zero. Io sono soprattutto un "fan" dei tortelli d'erbette che fa mia madre. Mi fanno impazzire. E poi sono un "anguillafritta dipendente". E' una passione, quella dell'anguilla fritta, che mi è stata trasmessa da mio padre. Vado a mangiarla a Vidalenzo, mi manda in delirio.
Lei non ha un sito Internet: come mai?
Perché non me ne frega niente.
Achille Mezzadri

(Nelle foto, dall'alto: un primo piano e Gene Gnocchi con il presidente Tommaso Ghirardi quando era tesserato per la squadra crociata in serie A).

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