O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 15 luglio 2008

La banda di Busseto è rimasta senza la sua sede VERDI, TI PREGO, FALLI TORNARE A BUSSETO


Quando ero piccolo andavo matto per le bande musicali. E ancora adesso ho un debole, come il maestro Riccardo Muti, che recentemente ne ha parlato, ricordando che sono un patrimonio della tradizione popolare, assolutamente da salvare. Le bande mi provocano emozioni forti. Comincio oggi, dunque, una carrellata sulle bande parmigiane, e lo faccio con quella di Busseto, intitolata a Giuseppe Verdi. Venticinque elementi (il più piccolo 10 anni, il più grande 50), direttore Alessandra Tamborlani, presidente Massimo Comati. Dilettanti doc, verdiani doc, amanti della musica doc. Con un problema: sono rimasti senza sede. Ne avevano una, a Busseto, ma attualmente, per motivi vari, non ne possono disporre e così hanno dovuto traslocare. Ogni venerdì sera, armi e bagagli, vanno ad "allenarsi" in un'aula della Scuola Media di Polesine Parmense. "Speriamo che sia una soluzione provvisoria", dice il presidente Comati. "Far vivere una banda, al giorno d'oggi, è sempre più difficile. Dobbiamo autofinanziarci, anche il direttore, il Maestro Tamborlani, non becca un'euro, eppure le spese sono tante: le trasferte, le divise da rinnovare... Comunque non ci lamentiamo. Continuiamo a portare in giro il nome di Verdi". E con onore, aggiungo io. Perché la storia dell'Associazione Bandistica "Giuseppe Verdi" di Busseto è di tutto rilievo, e merita attenzione. La banda, nata negli anni Venti dalle ceneri della Filarmonica Bussetana di Antonio Barezzi (che fu istituita nel 1816 e dove il giovanissimo Verdi mosse i primi passi) visse i suoi momenti di massimo splendlore tra gli anni Settanta e Ottanta: allora, direttore Valentino Giazzi, la banda aveva 120 tra musicanti e majorettes e ben oltre 300 soci sostenitori. Nel 1981 il maestro Giazzi fu sostituito dallo scomparso maestro Franco Titani, docente ai Conservatori di Milano e di Piacenza e prima tromba dell’orchestra sinfonica della Rai.
Il repertorio della banda attuale, diretta da Alessandra Tamborlani, spazia dalle marce brillanti, ai brani patriottici e religiosi, per arrivare ai pezzi classici di Giuseppe Verdi (da Nabucco, La Traviata, Aida, Rigoletto, Ernani, La forza del destino) e a quelli moderni, tra i quali i cavalli di battaglia Abba Gold, Il Padrino Parte Seconda, Jesus Christ Superstar. L'Associazione Bandistica organizza anche un corso di musica aperto a tutte le persone (senza limiti di età) che desiderano imparare a suonare uno strumento.

0 commenti: