
Quarant'anni fa. Ero nella tipografia della "Gazzetta di Parma", in via Emilio Casa. Ero appena tornato da casa e stavo per controllare una pagina dove c'era un mio servizio. Dietro di me sentii gridare:"L'è andè a fogh il King". Mi girai. Dalle facce dei tipografi e dei linotipisti capii che non era uno scherzo. Corsi nell'ufficio cronaca, dove ebbi conferma che era appena arrivata la telefonata. Difficilmente dimenticherò quella sera di sabato 21 dicembre 1968. In pochi minuti, con altri colleghi, arrivai in via Rossini, una trasversale di via Emilia Est. Achille Schiaretti, il proprietario, quello che più teneva i rapporti con noi della stampa, piangeva. E con lui i soci Pier Luigi Bonini e Luigi Montagna. Le fiamme, forse per un corto circuito o forse per un mozzicone di sigaretta, si erano portate via il loro locale e tutto quello che c'era dentro, compresi gli impianti di un paio di gruppi musicali. Con il "King" spariva un pezzo di Parma che aveva fatto breccia tra i giovani. Qui erano passati anche nomi importanti, io qui avevo intervistato Carmen Villani e Gino Paoli. Qui, noi della "Gazzetta", venivamo di notte, dopo aver chiuso il giornale, per tirar tardi e far venire l'ora in cui usciva la prima copia. Schiaretti, Bonini e Montagna, dopo l'incendio, non si diedero per vinti e presero le redini del "Napoleon", in via Cabassa, che ebbe successo fino al 1973. M il "King" è sempre rimasto nel cuore dei parmigiani che, nel '68, erano ragazzi.

























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