O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 26 giugno 2008

Rugby - C'era un omino piccino piccino: Tolentini



Ho già parlato della mia passione per il rugby. E' giunto il momento dunque di ricordare la figura di un parmigiano che ha dato tantissimo al rugby: Geo Tolentini (1919 - 1997). Era un omino piccino piccino che la città ha dimenticato. Invece, perché no, potrebbe ricordarlo intitolandogli uno stadio (come ha fatto per Lanfranchi), o un centro sportivo, o un borgo. Perché Tolentini fu un arbitro di grandissimo valore. Negli anni Cinquanta e Sessanta arbitrò più di 500 partite del campionato d'eccellenza del rugby e, diventato fischietto "internazionale", ben 12 incontri, tra Coppa Europa e amichevoli. Era chiamato "il Concetto Lo Bello della pallovale". Piccolino tra i giganti, ma dall'occhio infallibile e dai nervi saldi. Un grande uomo di sport. Tra l'altro fu anche tra i fondatori dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport, della quale fu segretario per trent'anni. Chi l'ha conosciuto lo sa bene (e non a caso la Federazione Italiana Rugby gli assegnò il riconoscimento più prestigioso, l'Ovale d'oro) e chi invece non sapeva chi fosse, beh... adesso lo sa.

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