O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 23 giugno 2008

Poeti dialettali parmigiani: Ercolén Manfredi



Dire poesia dialettale pramzana è dire Renzo Pezzani, è dire Alfredo Zerbini, è dire Domenico Galaverna. Si sa. Ma anche Ottorino Tentolini, Luigi Vicini, Giovanni Casalini, Italo Ferrari, Maurizio Corradi Cervi, Ermelinda Rondani. E ancora: Pier Luigi Bacchini, Ugo Ugolotti, Bruno Pedraneschi, Luciano Bertozzi, Bruno Lanfranchi, Orazio Campanini, Renzo Ildebrando Bocchi, Giuseppe Perlini, Ubaldo Grassi, Giovanni Mazzoni, Ernesto Dalcò. Ovviamente ce ne sono tanti altri, e tra questi ha ben diritto di figurare in un'antologia di poesia dialettale parmigiana anche Ercole Manfredi (1874 - 1966), detto Ercolén. Una semplice, schietta, umanissima figura dell'Oltretorrente. Di lui, nella colonna di destra, possiamo leggere la dolcissima Parla un nonòn. E con lui vorrei cominciare una carrellata dei poeti dialettali meno celebrati, ma non per questo meno sinceri e meno preziosi per la memoria storica della nostra "lingua". Ercolén, come viene ricordato dal nipote Walter nel volumetto Ercolén al ribéll, pubblicato da Quadra Srl nel 2002, nacque a Parma il 23 gennaio 1874 e morì, a 92 anni, l'8 dicembre 1966. Si occupò del commercio di tessuti per abbigliamento e trascorse gran parte della sua vita nell'Oltretorrente, in via Imbriani, all'angolo con borgo Cocconi, ex borgo Santa Maria. Si sposò giovanissimo, con Taide Balestrieri, ed ebbe otto figli: Elena, Arnaldo, Opilio (Freddy, che fece fortuna a New York), Ugo, Giovanni, Ida, Gino ed Enzo (da destra nella foto, con i genitori). Fu molto conosciuto per i suoi versi in vernacolo e continua a vivere con le sue umanissime poesie.

0 commenti: