

Stefano Spagnoli è uno dei pittori più noti di Parma. Ma non solo. E' stato anche per sei anni assessore alla Cultura, con la giunta Ubaldi ed è il creatore di una delle rassegne antiquariali e di modernariato più famose d'Italia (e d'Europa), il Mercanteinfiera. E' con lui che proseguiamo la serie delle "Interviste di Pramzanblog", per parlare, in particolare, della cultura a Parma.
Sei anni da assessore alla cultura (dal 1999 al 2004), tre da consulente. Come ha trovato e come ha lasciato la vita culturale a Parma?
Ricordo una Parma culturalmente inerte, ripiegata stancamente sulle proprie tradizioni. C'era tanto da lavorare. Abbiamo lavorato. Credo di poter dire che ce l'abbiamo fatta.
In che modo?
Io seguivo, assieme ai miei collaboratori, una regola molto semplice. La regola delle tre "c": coordinamento, cooperazione, comunicazione. In questo modo si è potuto operare a 360 gradi. I risultati sono da vedere: come sono adesso il Parco Ducale, il Teatro Regio, il San Paolo che è diventato un punto di riferimento, il Museo dei burattini, la Casa della musica... E poi il Festival Verdiano che è in continua crescita, il Festival barocco, il Festival della musica d'avanguardia... Certo, il lavoro non era finito. Ho avviato un importante progetto sul Palazzo del Governatore, che secondo il mio piano sarebbe dovuto diventare un punto di coordinamento e osservazione... E c'era ancora molto da fare sull'Ospedale Vecchio...
Impegni presi in eredità dalla nuova amministrazione e, nel settore, dall'assessore alla cultura Lorenzo Lasagna...
Certo, la nuova amministrazione, e Lasagna, hanno un'eredità poderosa. Ma vedo che non dormono. Il Parma Poesia Festival, per esempio, che è nato dalla due fusione di due progetti distinti (e il logo della manifestazione l'ho disegnato io) sta andando a gonfie vele.
Di che colore vede il futuro della cultura a Parma? Nero, grigio, azzurro?
Direi azzurro, considerato che la città, adesso, è intellettualmente viva, è culturalmente vivace. le biblioteche di Parma sono all'avanguardia, i parmigiani, andando in controtendenza rispetto al resto d'Italia, sono ancora ottimi compratori di libri, la città, insomma, sa aprirsi all'innovazione culturale.
Un rammarico come ex assessore?
Non essere riuscito a riunire sotto un'unica etichetta i festival musicali parmigiani: da quello verdiano, a quello barocco a quello elettroacustico. Io avrei puntato su Verdi per tutto. Un richiamo di forza dirompente, un richiamo mondiale.
Lei è anche anche il creatore del "Mercanteinfiera", una manifestazione ormai storica, famosa in tutto il mondo.
Sì, e ne vado fiero. Sono da molti anni consulente dell'Ente Fiere di Parma, "Mercanteinfiera" è il mio figlio più fortunato. Adesso purtroppo risente anch'esso della grave flessione del mercato, delle profonde mutazioni nell'ambiente del collezionismo. Bisogna tirare avanti con sempre nuove idee.
Lei resta essenzialmente un pittore...
Certo. Continuo a dipingere. E' la mia autoterapia per la sopravvivenza.
(pramzan45)
(Nelle foto i logo creati da Spagnoli per "Mercanteinfiera", per "Parma Poesia festival" e uno dei suoi dipinti)

























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