

Approfitto dell'intervista (con cover) del mensile Rugby! al presidente federale Giancarlo Dondi, parmigianissimo, per aprire una parentesi su questo sport nobile del quale mi sono invaghito fin da ragazzino. I motivi erano più d'uno: la Rugby Parma allora era vincente e un mio cugino (per la verità cugino di mia madre), Geo Tolentini, era un famoso arbitro internazionale. In più, alla Salle, ero in classe con Oreste Venè, tallonatore che poi giocò anche in Nazionale. Così mi sono ammalato di rugby, al punto che nel 1965 fui anche l'accompagnatore della squadra parmense di pallovale ai Campionati nazionali universitari a Napoli. Squadra con campioni indimenticati: Degli Antoni, Bertoli, Soncini... Il virus è rimasto dentro, per riesplodere con le imprese, su e giù, degli azzurri al Sei Nazioni. Ovviamente seguo, a distanza, tutte le squadre targate Parma: Overmach, Rolly Gran, Colorno e Noceto. Ho gioito per la Coppa Italia, sono rimasto deluso per l'esclusione dei gialloblu dai playoff. Comunque pazienza. Sarà per l'anno prossimo. Resta un problema, anzi due. Primo: perché quattro squadre poco vincenti, e non una che vinca tutto? Secondo: possibile che non si sia risolta ancora definitivamente la questione del nuovo campo di rugby? La storia, il presente (e il futuro) del "Rugby di Parma", ne meriterebbero uno bellissimo. (Nelle foto: la cover di Rugby! con Dondi fotografato al Teatro Regio e il trionfo dell'Overmach in Coppa Italia, dal sito gialloblu).

























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