O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 30 giugno 2008

Dialetto parmigiano: perché deve vivere




Parecchi anni fa, accanto al mio ufficio, al settimanale Gente, a Milano, c'era quello di Giuseppe Barigazzi. Lo chiamavo il "giornalista da grattugiare" in quanto era parmigiano - reggiano. Purtroppo non c'è più, da cinque anni. E mi manca. Ebbene, visto che eravano entrambi "in esilio", con lui mi esercitavo a rinfrescare quel poco di dialetto parmigiano che conoscevo. "Bagolòn", gli dicevo. Oppure "Vat'la tòr...". E lu: (cioè lui): andéma a magnär pramzan incò? Insomma, due disperati che cercavano, in un qualche modo, di sentirsi a casa. Anche se Barigazzi si era integrato a Milano molto più di me, al punto di aver scritto libri memorabili, come Le osterie di Milano, La Scala racconta, Da un palco della Scala. Il nostro dialetto, per la verità, al fäva ridor, ma a suo modo era dialetto. Dialétt pramzan.
Perché il dialetto, secondo me, non è folclore. E' vita. E' la vita genuina del popolo. E' la radice della nostra vita. E mi fa molto piacere vedere che ancora adesso ci sono encomiabili persone, a Parma, che lo tengono in piedi, che lo fanno vivere giorno dopo giorno. Io a casa mia, qui a Milano, conservo gelosamente Il dizionario Italiano - Parmigiano di Guglielmo Capacchi (edito da Artegrafica Silva), in due tomi, ma vedo che di produzione in vernacolo non c'è che da scegliere, grazie soprattutto al grande editore Antonio Battei, con la sua preziosa collana "Musa dialettale parmense". Così com'è mirabile l'impegno dell'Associazione Culturale "Parma Nostra" (presidente Renzo Oddi, vicepresidente Enrico Maletti), che con la collaborazione di Vittorio Botti e Giuseppe Mezzadri, pubblica il Lunäri Pramzan, che l'anno prossimo arriverà alla trentesima edizione. Così com'è assolutamente straordinario l'incredibile sito Internet Parma in dialetto, un vero contenitore di sorprese, che, in vernacolo, racconta la città: fornisce ricette di cucina, dà gli orari delle messe, fa l'elenco dei vescovi di Parma, dà notizie, segnala libri. Gli animatori? Guarda un po': la famiglia Maletti, vale a dire Marco, il figlio, ed Enrico, il padre. Io definisco tutte queste persone citate "benemeriti della cultura pramzana". Fanno venire il lussi aj oc'a chi, come me, è lontano dalla sua terra.
Ma i giovani? I ragazzi di oggi, quelli della "generazione Internet", conoscono il dialetto? E se sì, lo amano? Sanno che è un bene prezioso? Io ho i miei dubbi, ma non disperiamo. Il dialetto (e non solo il parmigiano) non può morire.
Qui sopra: la copertina del Dizionario italiano - parmigiano, un'antologia della poesia dialettale offerta ai lettori dalla "Gazzetta di Parma" e l'editore Antonio Battei. Qui sotto, da You Tube (mmorfeo 73) Enrico Maletti di Parmaindialetto.it, declama la poesia La maja crozäda.

1 commenti:

Maria Luigia ha detto...

Che dire? Il dialetto, quello vero, quello che, una volta si poteva ascoltare lungo i borghi della "gèra" nei giorni di mercato, quella sorta di poesia e di cantilena che c'era nei dialoghi delle "rèsdore", ora non c'è più. Per viverlo ed ascoltarlo restano ancora pochi luoghi. Si è dato spazio, tanto, forse troppo, ad una globalizzazione che, pian piano, ha rosicato gli angoli della nostra parmigianità. A 38 anni, io, il dizionario italiano/parmigiano ce l'ho su dvd e, ogni tanto, lo consulto, per scoprire il significato di "nuovi" vecchi termini, per sentirmi, come dice lei, ...a casa.