O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 7 giugno 2008

40 anni fa: il Sessantotto a Parma /3/





Avevo preannunciato che avrei anche ricordato la famosa Occupazione del Duomo, nel Sessantotto. E così faccio. Dunque avvenne, clamorosa e inaspettata, il 14 settembre. Alle 17. Alcuni cattolici del dissenso, provenienti dalla Parrocchia di Santa Maria della Pace (Piazzale Pablo) e che si definivano "Gruppo I Protagonisti", prima si misero a cavalcioni dei due leoni che si trovano davanti all'ingresso, poi proclamarono ufficialmente l'occupazione, distribuendo volantini che ne spiegavano le motivazioni. Tra l'altro protestavano per il finanziamento della Cassa di Risparmio di Parma per la costruzione di una chiesa e per l'allontanamento dalla loro parrocchia di un sacerdote, don Pino Setti. Secondo le loro intenzioni avrebbero voluto "tenere in ostaggio" la cattedrale tutta la notte. Invece il vescovo, Amilcare Pasini, chiamò le forze dell'ordine, che riuscirono a far sgombrare il Duomo dai "rivoltosi". La cosa sarebbe finita lì, se la comunità del dissenso di Firenze, il famoso "Isolotto" di don Enzo Mazzi, non si fosse schierata apertamente a difesa degli occupanti parmigiani. Al punto che papa Montini intervenne e il cardinale di Firenze, Ermenegildo Florit, obbligò i "rivoltosi" a ritirare la loro lettera di solidarietà. Alla fine finì tutto in una bolla di sapone, ma il clamore non mancò. (Per una cronologia del '68 a Parma, cliccare su Biblioteca Umberto Balestrazzi - Archivio '68).

0 commenti: