O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 25 maggio 2008

Ma che fine ha fatto Tamara Baroni?






Tamara Baroni, nella sua vita, non ha vinto né il Nobel, né l'Oscar, ma non c'è alcun dubbio che, tra gli anni Sessanta e Settanta, sia entrata a gonfie vele nell'immaginario collettivo. E non soltanto nella sua città. Basti dire che il suo nome fu usato, da più parti, per slogan esteriormente simili, ma profondamente diversi. Tipo: "Se Valpreda è colpevole, Tamara è vergine". Oppure: "Se Andreotti è innocente, Tamara è vergine". Oppure ancora: "Se Calabresi è innocente, Tamara è vergine". E via di questo passo. Perché Tamara, nata il 3 gennaio 1947 (ma ai tempi d'oro, ogni anno che passava nelle interviste aveva un anno in meno!), divenne un simbolo di tante cose: della provincia trasgressiva, dell'arrampichismo sociale, delle amanti di lusso. Il suo trampolino di lancio fu, nel 1967, il concorso di Miss Italia, dove vinse il titolo di Miss Eleganza, che le aprì le porte al concorso di Miss Mondo, dove arrivò in semifinale. Da miss ad attrice, però in filmetti erotici, tipo Le nipoti della colonnella, Gatta pericolosa, Visone nero su pelle morbida, Sex Life. Ma il boom arrivò nel 1970 con uno scandalo, il "Giallo di Parma", di cui parlò tutta Italia, e non solo. Dal classico triangolo, il marito, l'industriale Pierluigi Bormioli detto Bubi, la moglie, la marchesa Maria Stefania e l'amante, appunto Tamara, scaturì un giallo a forti tinte (vero, inventato?) secondo il quale sarebbero stati assoldati due aspiranti killer per far fuori la marchesa. La stampa ci sguazzò e Tamara divenne famosissima. Aveva già alle spalle un matrimonio fallito, con Giuseppe Bertelli e una bellissima bambina. Dopo lo scandalo si legò a un musicista, Iller Pattacini, che poi sposò, incise un disco (che si intitolava "Dicono") fece anche teatro ("Le mani sporche" di Sartre e "Zoo di vetro" di Tennessee Williams), scese perfino al gradino, se ricordo bene, di spogliarellista. Poi credo sia finita in Sudamerica, per un terzo matrimonio. Nel frattempo era diventata nonna. Di lei ricordo nitidamente tre cose: la cucina del piccolo appartamento di viale Mentana dove fu cresciuta da due bravissimi genitori, i fischi dei ragazzi quando la vedevano passare per strada in minigonna e la volta che la vidi arrivare al pronto soccorso dell'ospedale di Parma con le vene tagliate. (Ma non potei dare la notizia sulla "Gazzetta"...). (Nelle foto: Tamara con la figlia al Parco Ducale, /immagine presa dall'opuscolo "Tamara-il giallo di Parma"/ e la pagina di uno dei tanti servizi dedicati allora alla Baroni). Ora Tamara ha 61 anni. Che fine ha fatto? Vorrei tanto saperlo. Se qualcuno ha notizie...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Devo a Tamara Baroni l'inizio della mia carriera di giornalista e quindi di scrittore e le sono sempre molto grato per questo, anche se non riesco a mettermi in contatto con lei. Per quanto riguarda la sua biografia di cui non trova editori, io avrei trovato chi lo potrebbe pubblicare, però prima bisognache io la legga. Qualcuno ha la possibilità di mettermi in contatto con la Sig.ra Baroni? Grazie.
Mino Rossi (minorossi@alice.it)