

Questa notte, nella sua casa di Roma, si è spento a 80 anni lo scrittore parmigiano Luigi Malerba (pseudonimo di Luigi Bonardi). Io non sono di quelli che, dopo la scomparsa di un personaggio noto, dicono "Lo conoscevo bene, eravamo amici". Malerba non l'ho mai conosciuto e ho letto soltanto uno dei suoi tanti libri, Le pietre volanti. Però mi era nel cuore per numerosi motivi. Perché era di Parma. Perché tanti anni fa, nell'Appennino parmense, a Bardi, avevo intervistato suo fratello, che era un amatissimo medico condotto. Perché aveva fatto parte, negli anni Quaranta, al Liceo Romagnosi, della storica "classe dei giornalisti", assieme ad altre future "grandi firme", il mio maestro Baldassarre Molossi, Luca Goldoni, Giorgio Torelli. Perché per un decennio, negli anni Sessanta e Settanta, le nostre firme sono apparse sulla stessa mitica strenna natalizia, Parma bell'arma. E anche, nel 1985, in occasione dei 250 anni della Gazzetta, in una raccolta intitolata Testimoni del tempo. Qui Malerba scrisse poche righe, che si possono leggere cliccando la foto dell'articolo riportata qui sopra. E' per tutti questi motivi che il 23 febbraio scorso, vedendo la scarna scheda di Luigi Malerba su Wikipedia, una scheda di poche frettolose righe, ero rimasto un po' male e mi ero premurato di "adottarla", rimpolpandola come potevo e dando spazio anche alla sua straordinaria produzione di libri per l'infanzia. Addio Malerba, salutami Molossi, lassù, nel paradiso dei giornalisti e degli scrittori.

























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