

Pochi giorni fa, leggendo la scheda dei Corvi su Wikipedia, ho scoperto che Gimmi Ferrari non c'è più. Dal 31 dicembre 2006. Con lui se ne è andato un altro pezzo della mia gioventù "parmigiana". Quando ero amico suo, e di Angelo Ravasini, e di Fabrizio Levati e di Claudio Benassi. I Corvi di Un ragazzo di strada, Bang Bang, Datemi una lacrima per piangere, Che strano effetto. I Corvi degli struggenti e indimenticabili Anni Sessanta. Quando ero amico suo e di suo fratello Luciano. E di suo padre Giordano. I Ferrari. La grande famiglia dei Ferrari, i burattinai. Avevo voluto bene a Giordano. Quando ero bambino mi aveva affascinato con i suoi burattini, Sandrone, Fagiolino, Bargnocla, ai quali dava la voce. Tanti anni dopo, quando Gimmi era diventato una star della musica leggera, andavo a trovarlo nel suo laboratorio, nell'Oltretorrente. Una malattia gli aveva tolto il dono della voce, si esprimeva con l'aiuto di una spoletta ficcata nella gola. Ma aveva una inguaribile gioia di vivere. E provai gioia quando seppi che Gimmi aveva lasciato i Corvi per tornare alla "professione di famiglia", i burattinai. Le nostre vite avevano preso binari diversi. Ci siamo rivisti qualche anno fa, al Museo dei burattini, che era il suo orgoglio. "Mi raccomando", mi disse "teniamoci di vista". "Promesso", gli risposi. Promessa non mantenuta, caro Gimmi. Ora voglio ricordarti così, grazie a questo servizio della Rai del 1980, pescato su You Tube (da Sandrountube). Ciao Gimmi, anche se in ritardo.

























SCRIVETE A PRAMZANBLOG







0 commenti:
Posta un commento