O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...
lunedì 19 maggio 2008
18 maggio: un giorno da dimenticare
18 maggio, che tristezza. Il Parma in B e una parte di città stravolta dalla furia di squadracce di imbecilli che hanno il coraggio di chiamarsi tifosi. Quelli non sono interisti, sono solo deficienti. (Filmato da YouTube /Tangoarghentino/). Se la sono presa con tutto, perfino con una scuola materna. Questo prima della partita. E se il Parma avesse vinto, togliendo lo scudetto all'Inter? Avrebbero incendiato tutta la città? Che tristezza. E com'è triste, per un parmigiano in esilio, vedere la sua squadra retrocedere (il giorno 18, dopo 18 anni di serie A, che il 18 porti sfiga?). Io che tifavo già per il Parma del presidente Agnetti, per Mezzi, Polli, Silvagna, Cocconi, Azzali, Menichelli, Smerzy... e via e via. Io che tifavo Parma anche in serie D (contro il Città d Castello!!!). Io che ho gioito per i trionfi in Europa con la società targata Parmalat, per poi scoprire il marciume che c'era dietro. Io che ho creduto, e credo, in Tommaso Ghirardi. Certo, di errori ne ha fatti (il più grave: non essere riuscito a tenersi Giuseppe Rossi), ma è ancora giovane come presidente. Ha capacità e tempo per rifarsi.
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