O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 17 luglio 2009

Il 14 ottobre tornerà la Nazionale

LO STADIO TARDINI
VESTITO D'AZZURRO









La Figc ha annunciato che l'Italia affronterà Cipro, per le qualificazioni al mondiale 2010, a Parma - Ripercorriamo la storia delle partite degli azzurri al Tardini - Quattro vittorie su quattro partite - I crociati-gialloblu in campo - I fischi a Del Piero nel 2001 - Il primo gol azzurro di Gilardino
La notizia non fa sobbalzare dalla sedia, anche se è interessante: l'Italia di Marcello Lippi affronterà Cipro (chi?) allo stadio Tardini il prossimo 14 ottobre, per le qualificazioni (girone 8) al mondiale dell'anno prossimo. Non è la prima volta, ma la quinta, quindi è quasi una notizia di routine. Però a Pramzanblog è venuta la voglia di fare una ministoria del Tardini in azzurro, con gli inni nazionali, i supercampioni strapagati, gli avversari non temibilissimi, i crociati-gialloblu in campo. Allora, tanto per cominciare va detto, come mi ha ricordato il mio amico Giorgio Gandolfi, una vita in tribuna ad assistere a partite di calcio (e di baseball), che la Nazionale arrivò al Tardini già nel 1924, ma per una partita di allenamento, proprio contro il Parma. Gli incontri ufficiali, invece, sono stati quattro: il 27 maggio 1994, contro la Finlandia (2-0), il 22 aprile 1998, contro il Paraguay (3-1), il 6 ottobre 2001, contro l'Ungheria (1-0) e il 13 ottobre 2004 contro la Bielorussa (4-3). Nel 1994 l'allenatore fu Arrigo Sacchi, che già aveva allenato il Parma, e che mise in campo tre crociati, anche se per un tempo solo, Antonio Benarrivo, Lorenzo Minotti e Gianfranco Zola. E in campo c'era anche Dino Baggio, della Juventus ma in procinto di trasferirsi a Parma. Nel 1998 l'allenatore era Cesare Maldini, che pure si era seduto sulla panchina del Parma, e che mise in campo altri tre crociati, Pierluigi Buffon, Dino Baggio e Fabio Cannavaro, lasciando in panchina Enrico Chiesa. Nel 2001 l'allenatore era Giovanni Trapattoni, che non utilizzò alcun giocatore del Parma, mentre cinque anni fa Marcello Lippi fece spazio al "parmigiano" Alberto Gilardino, che segnò il suo primo gol in nazionale. Da ricordare, soprattutto, di queste partite, i fischi, nel 2001, ad Alessandro Del Piero, che pure segnò il gol della vittoria contro l'Ungheria. I tifosi parmigiani non hanno mai perdonato a Del Piero di aver rifiutato il trasferimento al Parma. Ce lo ricorda Giorgio Gandolfi: "Nel 1994 la Juventus era in difficoltà economica e aveva deciso, per 10 miliardi, di dare in prestito Alessandro Del Piero al Parma di Nevio Scala. Sembrava fatta. Ma il giocatore non ne volle sapere di trasferirsi nella nostra città e la Juventus, al suo posto, diede al Parma Dino Baggio. E i tifosi parmigiani se la legarono al dito". (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto: 1) Lo stadio Tardini; 2) Antonio Benarrivo; 3) Lorenzo Minotti; 4) Gianfranco Zola; 5) Pierluigi Buffon, 6) Dino Baggio; 7) Fabio Cannavaro; 8) Enrico Chiesa; 9) Alberto Gilardino)

giovedì 16 luglio 2009

Domani alle ore 21 seconda serata dialettale

IN PJASÄL PARRI
PAR PARLÄR
IN DJALÈTT PRAMZÀN
Nuovo appuntamento per gli amanti della nostra bella parlata parmigiana con la seconda serata di "Stasìra parlèmma in djalètt" - Presenta Anna Maria Dall'Argine - In scena anche il celebre fisarmonicista Corrado Medioli



Attesa. Sì c'è attesa per la seconda serata di "Stasìra parlèmma in djalètt", la manifestazione voluta dall'Assessorato alla cultura del Comune di Parma e organizzata da Famija Pramzàna, Circolo Guareschi, Circolo Pertini, Parmaindialetto, Parma musicale, Parma nostra e 50&più Fenacom. L'appuntamento è per domani sera (ore 21) in piazzale Parri, in zona via Sidoli. L'ambientazione è la solita, come nella prima serata (di grande successo) in piazzale Inzani: un'immaginaria osteria d'una volta, con battute, canti, poesie, tutto all'insegna della più genuina parmigianità. Presenterà Anna Maria Dall'Argine, presidente della Famija Pramzàna, che pure reciterà, accanto a una simpatica compagnia di attori, cantanti e musicisti: Mariangela Bazoni, Giorgio Capelli, Claudio Cavazzini, Luigi Frigeri, Ermes Ghirardi, Maurizio Landi, Enrico Maletti, il celebre fisarmonicista Corrado Medioli e Giuseppe Mezzadri. I prossimi appuntamenti saranno il 23 luglio in Piazzale Pablo, con sorprese di "strajè" (in Italia e negli Stati Uniti), il 28 agosto nel Quartiere Montanara, il 4 settembre in via Mordacci, nel Quartiere San Pancrazio, e infine l'8 settembre al Circolo Inzani, a Cortile San Martino.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La compagnia di attori di "Stasìra parlèmma in djalètt"; 2) Il fisarmonicista Corrado Medioli nel video "De d'la da l'acua con la Corale Giuseppe Verdi, di Mauro Biondini)

mercoledì 15 luglio 2009

Francesca Strozzi ha avuto una bambina

MAMMA TV PARMA
Questa notizia la diamo in ritardo, ma la diamo, perché la Strozzi è il volto simbolo di Tv Parma - Ha dato alla luce Camilla
Pramzanblog, lo ripeto per chi non l'avesse capito, non ha il compito di dare tempestivamente le notizie, bensì, caso mai, di commentarle e approfondirle. Scopro ora, in ritardo, da Gazzettadiparma.it, che Francesca Strozzi, la famosa "anchorwoman" di Tv Parma, volto simbolo dell'emittente cittadina, è diventata mamma. Dal matrimonio con l'imprenditore Davide Anzani ha avuto una bambina, Camilla. Rilancio, in ritardo, la notizia, perché Francesca è troppo popolare a Parma per essere ignorata e perché il suo matrimonio, il 26 luglio 2008, fu senza alcun dubbio "l'evento parmigiano dell'estate". E per gli amanti delle vite private persone delle persone, rimando a una ricca ed esauriente intervista che la Strozzi ha rilasciato a un ottimo magazine on line parmigiano, Opsss.it, diretto da Alessia Tannoia, nella quale ha fatto il racconto della sua gravidanza. Buona lettura. (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) La notizia della maternità di Francesca Strozzi apparsa il 12 luglio scorso su gazzettadiparma.it; 2) Francesca nel giorno del matrimonio con Davide Anzani /da parma.repubblica.it/; 3) L'intervista di Opsss.it a Francesca Strozzi))

Le interviste di Pramzanblog: Manuela Boselli

LA BELLA DELLA DIRETTA
È uno dei volti più amati di Tv Parma, ma lei preferisce essere apprezzata per la sua bravura - "Sono giornalista pubblicista, ma il mio sogno è diventare una professionista: ci riuscirò" - "Da bambina volevo diventare una maestra o una saxofonista" - "Sono fidanzata, ma... lui non lo sa" - "Il mio prossimo impegno: domani sera, all'Euro Torri, presento "GiovedidEstate", con i Sonohra"
di ACHILLE MEZZADRI

I ragazzi le scrivono "quanto sei bella" e lei sorride compiaciuta, anche un tantino imbarazzata. ma soprattutto si inorgoglisce quando le scrivono "quanto sei brava". Perché lei, Manuela Boselli, 25 anni a settembre, figlia di un ex poliziotto municipale ("dava via un sacco di multe"), e di un'impiegata, con una sorella, Alessandra, di 4 anni più grande, nonchè una delle voci e dei volti più amati di Tv Parma, il giornalismo ce l'ha nel sangue e non le basta per niente essere carina. È già giornalista pubblicista, dal 2006, ma vuole raggiungere, con caparbietà, il titolo di professionista. "È il mio obiettivo primario", dice. Intanto è laureanda a Scienze della comunicazione, una facoltà quasi "obbligata" per chi, come lei, vuole vivere con la comunicazione. Così, nella città dei Baldassarre Molossi, dei Giorgio Torelli, dei Luca Goldoni, dei Pietrino Bianchi, dei Bernardo Valli, dei Maurizio Chierici e via discorrendo, semaforo verde per un'altra aspirante "firma" del giornalismo, in salsa Tv, da aggiungersi al lunghissimo prestigioso elenco. Può allora Manuela Boselli, volto da fatina buona e grinta da Fallaci, stare fuori dalla galleria degli intervistati di Pramzanblog? Certo che no.
Dove sei nata?
Alle Piccole Figlie. Sono cresciuta dalle parti del Campus universitario.
Che studi hai fatto?
Elementari alla Jacopo Sanvitale, media alla Fra Salimbene, liceo linguistico al Marconi. Adesso sto per laurearmi, spero entro un anno, in scienze della comunicazione. Ma da tre anni sono giornalista pubblicista.
Com'è stata la tua infanzia?
Come quella delle bambine dei miei tempi. Mi fa ridere dire, adesso, ai miei tempi... Comunque, è vero, allora la situazione era diversa da adesso. I videogiochi c'erano già, ma erano agli inizi. C'era meno tecnologia. Giocavo nei cortili, nei parchi. Avevo tante amiche e tanti amici.










E l'adolescenza?
Tranquilla. Senza particolari irrequietezze. Ricordo soprattutto l'angoscia del periodo scolastico, che riuscivo a mitigare con il tempo trascorso con i miei amici. Ricordo "la vasca", la mitica "vasca" di via Cavour...
Il primo amorino?
La prima cotta, che bello... Avevo 14 anni.
Che cosa sognavi di diventare da piccola?
Sognavo tutto e niente. Pensavo di fare qualsiasi cosa nella vita. Però...
Però cosa?
Però forse un sogno nel cassetto ce l'avevo. Alle elementari avevo una maestra straordinaria, di origine tedesca, la signora Kauder. Lei "insegnava" davvero, non spiegava le cose in modo didattico. Ecco, quel modo di far apprendere le cose ai bambini mi affascinava. Anche a me sarebbe piaciuto diventare un'insegnante come la signora Kauder. Ma poi anche...








Ma poi anche cosa?
Anche la musicista. Frequentavo la quarta elementare quando andai a vedere uno spettacolo musicale alla Fra Salimbene. Mi interessai soprattutto a uno strumento. Chiesi: "Come si chiama?". Era un saxofono. Così, con il beneplacito dei miei genitori, andai a lezioni di sax. Ho suonato anche al Regio... Avevo 12 anni.
Quando ti è venuta l'idea di diventare giornalista?
Ho sempre sentito l'esigenza di comunicare, di farmi capire, di spiegare le cose al mio prossimo. Non a caso sono diventata giornalista, non a caso sto laureandomi in scienze della comunicazione.
Come sei arrivata alla Tv?
Partecipavo a un concorso di bellezza. Fui intervistata da Francesca Strozzi. Evidentemente la mia spontaneità davanti alla videocamera, la mia spigliatezza, colpirono, al punto che mi chiesero: "Perché non fai un provino a Tv Parma?". Andai e... eccomi qua. Avevo 19 anni. Debuttai in Bar sport, con Sandro Piovani. Poi il direttore di Tv Parma, Andrea Gavazzoli, ha deciso di farmi fare qualcosa di più importante. E sono arrivati i servizi per il TG, la conduzione dello stesso TG, Pit stop...
Il fatto di essere una ragazza ti ha favorito?
Non credo al cento per cento. In questo campo tra gli uomini è diffuso il pensiero che una ragazza giovane sfrutti la sua bellezza per fare un mestiere di cui in realtà non si sente padrona. Ecco, l'età non mi ha aiutato, magari il volto e l'espressione un pochino sì.
Quando hai condotto il tuo primo telegiornale?
Tre anni fa.
Ti piace di più condurre il TG o Pit Stop oppure presentare una serata, davanti al pubblico, come, per esempio, la presentazione della recente Aida alla Pilotta o i "GiovedidEstate" all'Euro Torri?
Sono due cose assolutamente diverse. Certo in Tv sei sola, davanti alle telecamere, sul palcoscenico hai davanti il pubblico... Non è facile. Non è facile entrare nel cuore della gente da un palcoscenico... È questione di saper comunicare. La comunicazione, appunto...
Ricevi lettere di ammiratori?
Sì, mi arrivano lettere, indirizzate a Tv Parma, oppure e-mail. Parole gentili, complimenti. Mai, per fortuna, cose sconvenienti.
Una ragazza come te che lavora in Tv può rischiare di accettare compromessi per fare carriera?
Non dico che sia impossibile, ma per una ragazza come me che come obiettivo prioritario ha quello di diventare giornalista è più improbabile. Se uno è bravo va avanti da solo.
Attualmente sei laureanda in scienze della comunicazione, però tu vuoi diventare giornalista professionista. E per arrivare a questo un giovane deve prima diventare praticante. Tu quando la diventerai?
A Tv Parma non sono praticante. Sono una free-lance. Così come sono collaboratrice della Gazzetta di Parma, per la pagina degli spettacoli e così come sono addetta stampa del Centro Sportivo italiano. Ma professionista voglio diventare e la diventerò. All'ordine dei giornalisti di Bologna, quando sarà il momento, mi daranno la possibilità di affrontare l'esame a Roma per diventare professionista. Ci riuscirò.
È vero che ai "Giovedìdestate" all'EuroTorri ti chiedono l'autografo?
Sì, qualche ragazzina, qualche bambino. Ma mi viene da ridere, mi crea imbarazzo.
Sei fidanzata?
Ni. Anzi, puoi dire che sono fidanzata ma che... lui non lo sa.
È vero che fai fitboxe per tenerti in forma?
Non adesso, d'estate, perché si consumano troppe energie. Ma nei mesi meno caldi sì. Dà adrenalina, faccio scorta di grinta...
Che cosa ti piace di più di Parma?
Piazza Duomo, i borghetti, via Melloni, la mitica via Cavour, via XX marzo, piazzale della Macina dove c'è il monumento a Sicuri. Peccato che sia danneggiato...
E di meno?
Un po' di snobismo di certi parmigiani.
Ti piace la lirica?
Piace molto a mio nonno Fortunato, che ha 92 anni. Io ho cominciato ad appassionarmi, un po' perché seguo le prime della stagione lirica assieme a Francesca Strozzi, un po' perché, essendo amica di Elena Formica, come si può non appassionarsi alla lirica?
Conosci il dialetto?
L'ho sentito parlare dai miei nonni. Io conosco solo qualche frasina, tipo Mo cme t'si béla... Spero che il dialetto parmigiano non sparisca mai.
Che cos'è per te la parmigianità?
Il senso di appartenenza al territorio, alla città, alla sua storia. Essere orgogliosi di Parma.
Il tuo prossimo impegno?
Dopo tre giorni di una breve vacanza al mare, domani sera torno all'Euro Torri sul palcoscenico di GiovedidEstate. Presento i Sonohra, i due fratelli veronesi, Luca e Diego, che l'anno scorso hanno vinto il Festival di Sanremo nella categoria Giovani. (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Un espressivo primo piano di Manuela Boselli; 2) Manuela presenta "Aida" sotto le stelle /by Massimiliano Ortalli©/; 3) Dietro le quinte di "Aida" /by Massimiliano Ortalli©/; 4) Un altro primo piano; 5) Manuela con Umberto Tozzi e Marco Masini; 6) Manuela con la "jena" Matteo Viviani a "GiovedidEstate" /by Enrico Gabbi©/; 7) Sul palco di "Aida"; 8) Sul palco di "GiovedidEstate"; 9) Durante una presentazione; 10) Manuela Boselli su Facebook)

martedì 14 luglio 2009

Al museo Cervi di Gattatico

TEATRO E RESISTENZA
Comincia domani in quella che fu la casa dei sette fratelli Cervi il Festival Teatrale di Resistenza - Cinque serate, fino al 25 luglio

Per chi ha a cuore i valori della Resistenza, avrà inizio domani sera a Gattatico, nell'aia del Museo Cervi, la casa che fu dei sette fratelli Cervi e del loro papà, Alcide, il "Festival Teatrale di Resistenza", che si sviluppa all'interno della sedicesima edizione della rassegna estiva "Museo sotto le stelle". La prima serata ha un doppio spettacolo, "Il mondo dei vinti" (una produzione di Casa degli Alfieri e Faber Teater, con undici attori - cantanti che dipingono il mondo contadino del '900 ispirandosi alle opere di Nuto Revelli) e "Canti di lotta e di protesta nella tradizone popolare" con il cantautore leccese - milanese Alessio Lega. I prossimi spettacoli avranno luogo sabato 18 luglio ( "Variazioni sul giardino", con l'attrice Lorenza Zambon), martedì 21 ("Orti insorti - in giardino con Pasolini, Calvino e il mi' nonno contadino in Maremma", con l'attrice Elena Guerrini. Curiosità: l'ingresso sarà "a baratto", vale a dire il pubblico potrà portare all'attrice un vasetto di marmellata, o un pezzo di formaggio, come usava un tempo), giovedì 23 ("Avventure di un fotografo a Casa Cervi", con il fotografo - attore Gianluca Albertazzi insieme con Riccardo Manfredi e Eden Tosi) e infine sabato 25, con la serata della "storica pastasciutta", ricordo della pasta che i Cervi offrirono ai compaesani per festeggiare la fine del fascismo il 25 luglio 1943: ospite il deputato europeo Debora Serracchiani. E sul palco verrà narrata la vicenda della famiglia Cervi con la nuova edizione di "Cuori di terra - Memoria per i sette fratelli Cervi", spettacolo del Teatro dell'Orsa, già premiato a livello nazionale, con Bernardino Bonzani, Monica Morini e tre musicisti. (Per informazioni: 0522678356).
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) La locandina del festival, 2) Gli attori del primo spettacolo di domani sera, "Nel mondo dei vinti")

La scrisse Fausto Bertozzi nel 1982

'NA POEZÌA PAR MICLÒT
Domani è il compleanno del mitico Alberto Michelotti (79 anni) e Pramzanblog vuole festeggiare questa icona della parmigianità pubblicando la breve poesia La ricéta che il poeta dialettale Fausto Bertozzi gli dedicò nel 1982
Settantanove anni ottimamente portati. Con brio, parmigianità, guasconeria e tanta umanità. Domani, insomma, è il compleanno di Alberto Michelotti, icona dell'Oltretorrente e di Parma, personaggio di simpatia strabordante, che Pramzanblog ha la fortuna di annoverare tra i suoi collaboratori e, soprattutto, amici. I lettori di questo giornal-blog sanno bene infatti che "Miclòt", per tutto il campionato scorso del Parma, subito dopo la fine di ogni partita ha dettato la sua "opinione", con commenti improntati all'assoluta competenza professionale, ma anche all'ironia, allo spirito tipico dei portabandiera di dedlà da l'àcua. Come festeggiare "Albertone" per il suo compleanno? Con una poesia. Una breve e divertente poesia che il poeta dialettale Fausto Bertozzi gli dedicò il 14 maggio 1982 quando il Giro d'Italia fece tappa a Parma (Michelotti collaborava con la direzione di corsa).
LA RICÉTA
Äd fòrsa cme gh'n'à un mùr ädla Nonsjäda
Dal cór: tant mòrbid cme 'l fuss fat äd pién
Coràg' äd còll spontè in-t-na baricäda
Po un sprición 'd s'ciùmma cme gh'à al nostor vén
Cata po su i pu béj äd tutt i fiór
ch'a gh'è da San Francèsch aj du Pavlòtt
Po armes'cia, cuàta tutt cme n'alvadór
e 't gh'è l'impàst drovè par fär Miclòt.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Alberto Michelotti visto da Edoardo Fornaciari © / VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELL'AUTORE/); 2) Fausto Bertozzi)

lunedì 13 luglio 2009

Con l'associazione Castelli di Parma e Piacenza

MUSICA NEL CASTELLO
DI LEONARDO DA VINCI
Per celebrare il rapporto di collaborazione tra i Castelli del Ducato e quelli della Loira, è andato in scena un applaudito concerto con l'arpista Carla They e il soprano Tania Bussi, in una cornice magica: il castello di Clos-Lucè, quello dove visse, per tre anni, e morì, Leonardo
Grande annata per l'Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Dopo aver festeggiato i deci anni di vita, ha anche instaurato un rapporto di partnership, ma noi preferiamo chiamarlo di collaborazione e di amicizia, con i Castelli della Loira. E questa specie di gemellaggio (che l'anno prossimo sfocerà in un grande evento in Francia, quando le due province del Ducato, vale a dire Parma e Piacenza, saranno di nuovo ospiti in Francia per promuovere il mercato dei prodotti tipici, nel contesto delle animazioni e delle manifestazioni delle "Ricordanze dei sapori") è stato siglato nei giorni scorsi nei castelli di Amboise e di Clos-Lucè, quello dove visse per tre anni, e vi morì, Leonardo da Vinci. Nel primo castello è stato siglato il patto di collaborazione, nel secondo invece, nella magica cornice del luogo dove visse Leonardo, è andato in scena un applauditissimo concerto con l'arpista parmigiana Carla They e il soprano Tania Bussi. Brani di Verdi, Puccini, Offenbach e Dèlibes e standing ovation (detto alla pramzàna: l'è gnù zò al castél) finale.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Il concerto di Carla They e Tania Bussi nella magica cornice del castello di Clos-Lucè; 2) Prima del concerto, da sinistra: Tania Bussi, Carla They, il ministro francese del turismo Hervé Novelli e il principe Diofebo Meli Lupi di Soragna)

Oggi il tenore compie 85 anni

TANTI AUGURI BERGONZI
Li festeggia nella sua casa milanese con la moglie Adele e i figli - "Sono tanti, eh?", ci ha detto al telefono - "La salute, grazie a Dio, non mi manca, ma la gambetta mi fa ancora arrabbiare, non è a posto"
Oggi il grande tenore bussetano Carlo Bergonzi compie 85 anni. L'ho chiamato nella sua casa milanese per fare gli auguri a lui, e anche a sua moglie, Adele, che domani compirà 79 anni. Bergonzi, che avevo già sentito un paio di settimane fa , mi ha ringraziato con la sua solita voce dal timbro splendente. La stessa con cui mi aveva detto, a proposito di Nucci:"La stramerita". Oggi mi ha detto: "Grazie per gli auguri. Ma sono tanti, eh, ottantacinque? Per fortuna la salute non mi manca. In generale sto bene. Ma è la solita gambetta che continua a darmi dei problemi. Faccio sempre fisioterapia, ma i progressi sono lenti. La gamba, purtroppo, è lenta ad andare a posto". Tanti auguri a Bergonzi da Pramzanblog, e, non ho dubbi, da tutti i parmigiani (e ovviamente bussetani, i suoi compaesani).
Pramzanblog , in occasione degli 85 anni di Bergonzi, regala ai suoi lettori la possibilità di gustarsi, con l'aiuto del prezioso You Tube, la sua arte. Buon ascolto. (a.m.)
CONTRIBUTI VISIVI DA YOU TUBE
LE OPERE
*** "Se quel guerrier io fossi" da "Aida" (1966)
*** "Se quel guerrier io fossi" e "Celeste Aida" da "Aida" (1973)
*** "Ah sì, ben mio", e "Di quella pira" da "Il trovatore" (1966)
*** "Vesti la giubba", dai "Pagliacci" (1967)
*** "Di tu che fedele", dai "Un ballo in maschera" (1967)
*** "O figli... A la paterna mano", da "Macbeth" (1977)
*** "Quanto è bella quanto è cara" da "Elisir d'amore" (1989)
*** "Recondita armonia", da "Tosca"
*** "E lucevan le stelle", da "Tosca"
*** "Forse la soglia attinse" da "Un ballo in maschera"
I CONCERTI






domenica 12 luglio 2009

Una nuova rubrica "vietata ai non melomani"

VI PIACE LA LIRICA?
LEGGETE "SU IL SIPARIO"









Parte una nuova iniziativa di Pramzanblog, dedicata agli appassionati di musica lirica (e classica): la rubrica "Su il sipario" - È firmata dal nostro critico musicale, Paolo Zoppi - Nel primo numero la "Carmen" sotto la pioggia all'Arena di Verona e il ricordo di Piero Cappuccilli, scomparso 4 anni fa
Gli appassionati di lirica avranno da oggi un'occasione in più per leggere Pramzanblog, perché da oggi il nostro collaboratore Paolo Zoppi, che già ci ha fornito puntualmente critiche alle opere della stagione lirica e articoli in occasione di eventi musicali importanti, sempre nell'ambito cittadino, cura una rubrica a 360 gradi sul mondo musicale, "Su il sipario". I melomani parmigiani non si limitano infatti a guardare quello che succede "in casa", ma sono interessati a tutto quello che avviene sui palcoscenici d'Italia e del mondo, spettacoli che vadano in scena alla Scala come al Maggio musicale fiorentino, o al Metropolitan come alla Fenice di Venezia. La rubrica si trova nel lato destro del giornal-blog, basta cliccare sulla puntata che interessa. Nella prima puntata, che pubblichiamo oggi, trovate la critica alla Carmen dell'Arena di Verona, andata in scena sotto la pioggia e il ricordo del grande baritono Piero Cappuccilli, scomparso quattro anni fa, che ha lasciato un grande ricordo a Parma per le sue indimenticabili interpretazioni.

venerdì 10 luglio 2009

Pramzanblog intervista Enrico Giuseppe Iori

NON CANTO AL REGIO
E NON SO PERCHÉ

"L'ultima volta che mi sono esibito al Regio", dice "è stato nel 2006 "poi è arrivato il sovrintendente Mauro Meli e non mi ha proposto nemmeno un'audizione" - "Cantavo nella Corale Verdi: fu Walter Darecchio a darmi la spinta per una carriera da solista" - "Con il computer vado a nozze: sono il cantante più tecnologico che ci sia"

di ACHILLE MEZZADRI
Si può dire che è figlio d'arte. Nel senso che suo padre è un artista. E anche lui. Ma suo padre, Enrico, esercita nel campo del teatro dialettale (è il leader della compagnia El Ravisi). E lui, Enrico Giuseppe, in quello della musica lirica. È un basso, Enrico Giuseppe Iori, 41 anni a settembre, e anche bravo. Uno che si è affermato in parecchi concorsi canori, per esempio il Callas, uno che è già di casa alla Scala, all'Arena e in parecchi altri teatri italiani. E che sta cominciando a farsi notare anche all'estero. Enrico Giuseppe Iori, medesanese come il grande maestro Romano Gandolfi, con il quale ha lavorato e del quale ricorda la straordinaria bravura, la professionalità, l'umanità, la magìa di quella sua irripetibile bacchetta. Enrico Giuseppe Iori che i parmigiani hanno recentemente apprezzato alla Pilotta, nella parte di Ramfis (l'ho fatta 150 volte", dice) nell'Aida sotto le stelle. Enrico Giuseppe iori che spiegherà a Pramzanblog perché, nonostante la bravura, da qualche anno non canta mai "in casa", vale a dire al Teatro Regio. Eccolo, Enrico Giuseppe Iori, nella galleria degli intervistati di Pramzanblog.
Come mai sei nato a Caracas?
Perché mio padre, Enrico, e mia mamma Josefina, spagnola, erano emigranti. In Venezuela. Ma papà aveva sempre avuto l'idea di tornare in Italia. E così fu. Io sono nato il 25 settembre 1968, a Caracas. Un anno dopo ero già, con i miei, in Italia.
Non hai mai avuto l'occasione di tornare in Venezuela?
No, ma mi piacerebbe. Ho infatti un sogno nel cassetto: tenere un concerto nel Teatro di Caracas.
Dove hai compiuto i tuoi studi?
Le elementari e le medie a Medesano, poi l'ITIS a Parma. Poi, finiti gli studi, sono entrato nel mondo del lavoro. Ho lavorato, nel Parmense, per l'Olivetti e l'IBM. Sono stato responsabile tecnico di una società nel fidentino. Ma a 24 anni ho voluto mettermi completamente in gioco. Ero apprezzato, stimato, ma mi mancava qualcosa... Avevo una grande passione per la musica. Avevo cantato nel coro del paese e poi ero entrato nella Corale Verdi... Capii che la musica era la mia strada. Fu Walter Darecchio, della Corale Verdi, a darmi la spinta. "Hai una voce importante", mi disse "approfittane". Allora mi misi nelle mani di insegnanti importanti, Lelio Capilupi, Lucetta Bizzi, Carlo Bergonzi. Anche adesso, da cinque anni, sono seguito da un ottimo insegnante, l'ex baritono Carlo Meliciani.
Che cosa ricordi dei tuoi esordi come solista?
Riordo un Ballo in maschera in forma di concerto al Teatro Magnani di Fidenza. Il mio primo ruolo in una "messa in scena" fu Sparafucile in un "Rigoletto", a Roma. La svolta è arrivata con una borsa di studio dell'Accademia Verdiana della Fondazione Toscanini e poi con il concorso Callas. E la grande soddisfazione di un'Aida, regia di Zeffirelli, al Teatro Verdi di Busseto, nel ruolo di Ramfis. Da allora è cominciata la mia collaborazione con l'Arena di Verona... Ho cantato anche alla Scala. E stanno per arrivare anche i primi impegni all'estero.
Abiti a Medesano, lo stesso paese dell'indimenticabile maestro Romano Gandolfi...
Sì. Indimenticabile davvero. Un grandissimo musicista. Il mio primo Verdi, un Requiem, l'ho fatto sotto la sua direzione, a San Gimignano.
Che cosa fai quando sei libero da impegni canori?
Così come nel lavoro sono estroverso, nella vita privata sono un po' orso. Mi piace la tranquillità. Nel tempo libero mi divido un po' tra Medesano e Milano, dove ho amicizie. Anzi, mi azzarderei a dire che sto meglio a Milano, perché nel mio paese mi vogliono... fin troppo bene. Hanno costruito attorno a me una specie di mito. I miei compaesani esagerano un po' nei miei confronti.
Vai spesso a Parma?
Sì, ci vado.
Come mai non ti chiamano mai al Regio, da un po' di tempo a questa parte?
Vorrei saperlo anch'io. È dal 2006 che non canto più al Regio. Da quando è arrivato il sovrintendente Mauro Meli non mi hanno proposto nemmeno un'audizione. Mi chiedo come mai. Comunque io non sto a pregare nessuno. Sono una persona molto orgogliosa".
Quali sono i tuoi impegni, in questo periodo?
Il 23 farò parte del cast del Don Giovanni di Morzat allo Sferisterio Opera Festival di Macerata, che andrà in scena al Teatro Lauro Rossi. Avrò il ruolo del Commendatore. Poi mi aspettano I Puritani a La Coruna, il Barbiere a Bergamo, Lucca, Rovigo e Savona. E poi ancora il Trovatore a Trieste.
Hai qualche passione, oltre la musica?
Una vera e propria passione no. È la musica la mia vita. Però mi diverto molto con il computer. Credo di essere il cantante più tecnologico che ci sia". (a.m.)

mercoledì 8 luglio 2009

40 anni fa la prima auto sulla costruenda A15

CHAMPAGNE
SULLA PARMA-MARE

Il 2 agosto 1969 entrò la prima auto al casello di Fornovo, per percorrere il primo tronco, fino a Selva del Bocchetto, di 12 chilometri

Stapparono una bottiglia di champagne e ne versarono il contenuto sulla "124 sport" targata MI D80075, condotta dal signor Ferrari. Era il 2 agosto 1969, quarant'anni fa. Il giorno dell'inaugurazione del primo tronco (12 chilometri) della Parma - Mare, la costruenda A15, detta anche Autocamionale della Cisa, che sarebbe stata aperta totalmente al traffico (per totali 110 chilometri), 6 anni dopo, nel 1975. Sulla Gazzetta di Parma del 3 agosto c'è la cronaca di quella giornata, che fu emozionante per tutti, in particolare per i parmigiani, che cominciavano a gustare il sapore di una grande opera che, una volta completata, avrebbe evitato loro, per andare al mare, il "calvario" della Cisa. Quel giorno, sul breve tratto di 12 chilometri, transitò un migliaio di automobili. La "Gazzetta" pubblicò anche la tabella dei pedaggi per quel primo tratto Fornovo - Selva del Bocchetto: 50 lire per i motocicli, 100 per auto fino a 10 cavalli e motocarrozzette, 150 per auto da 11 a 15 cavalli e roulotte a un asse, 200 per auto oltre i 15 cavalli e roulotte a due assi. Io "spianai" quel tratto di autostrada alcune settimane prima, quando ancora era chiuso al traffico, per un servizio da pubblicare sulla "Gazzetta". Ricordo che a un certo punto trovai, sulla carreggiata, un sedile d'automobile... Un piccolo spavento e basta. Ma poi, la sera, l'emozione di dire al giornale, e in famiglia: "Io l'ho già provata: è bellissima". (a.m.)

martedì 7 luglio 2009

La prima esportazione avvenne nel 1909

CENT'ANNI FA
IL PARMIGIANO-REGGIANO
SBARCÒ IN AMERICA

Fu Antonio Chiari il primo "testimonial" del nostro celebre formaggio negli Stati Uniti - Il ricordo della nipote Alessandra

Nel marzo scorso la Coldiretti diede una notizia agghiacciante: un clone del "parmigiano - reggiano", il Sarvecchio Parmesan, prodotto in Wisconsin, era stato premiato come migliore formaggio degli Stati Uniti. Nel 2009: cent'anni dopo il viaggio di un ventunenne di Parma, Antonio Chiari, che si recò a New York proprio per far conoscere questo straodinario formaggio italiano, prodotto con successo dal caseificio di famiglia fondato settant'anni prima, nel 1839, dalla nonna, Isotta Pelagatti vedova Chiari. Una bella foto, che avevamo nel nostro archivio e che è stata pubblicata anche dalla Gazzetta di Parma nei giorni scorsi, testimonia quel viaggio. Su un bus, assieme a tanti eleganti turisti che fanno il giro della città, c'è anche lui, il ventunenne Antonio: è il primo a sinistra in piedi, con paglietta e vestito chiaro. Cent'anni. Ora è facile conquistare i mercati. Basta avere capitali, intraprendenza, spirito d'iniziativa. Con Internet si gira il mondo stando seduti alla propria scrivania. Poi basta un viaggio di poche ore e si è già a New York. Ma pensate cent'anni fa. Quando Antonio, il 4 agosto 1909, a Genova, salì su una nave che lo portò negli Stati Uniti a far conoscere il "gioiello" di famiglia. Rimasto orfano a 17 anni, da poco aveva preso le redini del caseificio di famiglia, ed era partito alla conquista del mondo. Intraprendenza pramzàna. Poi tornò più volte in America, e divenne anche commendatore. Lo ricorda, con grande dolcezza, la nipote Alessandra, che aveva 16 anni quando il nonno morì. "È sempre stato un uomo semplicissimo", ha detto a Pramzanblog. "Semplicissimo e spiritosissimo. Ma anche schivo. Non l'ho mai sentito dire: "Io ho fatto, io qui, io là. Dalla moglie Anna Maria Panichi, toscana, la mia dolce nonna Annetta, ebbe tre figli, mio padre Giustiniano, scomparso nel 1992, Bianca e Brunella. Il formaggio, da oltre cinquant'anni, non è più una realtà della nostra famiglia, ma resta il ricordo struggente di quel nonno straordinario, giovane imprenditore che nel 1909, cent'anni fa, andò alla conquista dell'America".
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Antonio Chhiari tra i turisti durante il suo primo viaggio a New York nel 1909; 2) Antonio Chiari (particolare della foto); 3) Antonio Chiari in un ritratto di Magni; 4) Anna Maria Panichi Chiari in un ritratto di Magni; 5) L'etichetta del Parmesan - Reggiano Cheese della ditta I. Pelagatti vedova Chiari; 6) Una pubblicità del caseificio Pelagatti vedova Chiari; 7) Un'altra etichetta del celebre formaggio)

Per la cittadinanza onoraria al cantante

VIGNALI ASSEDIATO
DAGLI AMICI DI NUCCI
Prima la "carica dei 101", poi la proposta di delibera comunale, ora la richiesta ufficiale del Coro Tebaldi - Ed è cominciata una raccolta di firme tra le associazioni cittadine

Non è dato sapere se il sindaco Pietro Vignali si sogna di notte la cittadinanza onoraria da dare al baritono bolognese Leo Nucci, grande amico di Parma e praticamente cittadino di adozione anche se abita a Lodi. Fatto sta che all'improvviso, a Parma, complice anche, dobbiamo dirlo, Pramzanblog, sembra scoppiata la "Nucci-mania", con grande soddisfazione del presidente di Parma Lirica, Paolo Ampollini, fraterno amico del cantante, che già nel 2003 aveva cercato di far diventare Nucci "parmigiano d'onore". Per carità, ci sono problemi più seri, a Parma: la crisi economica che ha appena indotto a dolorosi tagli al nascente Festival Verdi (via il Wozzeck, via il concerto a Busseto), oppure il precariato, oppure l'integrazione etnica... Fatto sta che di questi giorni non si fa che parlare di Nucci. Prima "la carica dei 101" promossa da Pramzanblog, con adesioni prestigiose, da Franco Nero a Carlo Bergonzi, da Alberto Bevilacqua a Guido Conti, da Gene Gnocchi a Tamara Baroni, da Michele Pertusi a Vittorio Adorni. "Carica" ripresa ampiamente da stampa e Tv locali. Poi il consigliere comunale Stefano Bianchi, ex vicepresidente del Club dei 27 ("Aida"), primo firmatario di una proposta di delibera che sta per essere avanzata all'intero consiglio, per mettere la "cittadinanza" all'ordine del giorno. E adesso, ma non ultima, la richiesta del Coro Tebaldi, per opera del suo presidente, Roberta Pinetti, che ha inviato un documento ufficiale al sindaco Pietro Vignali. La Pinetti stava già preparando questa proposta da tempo e, in un certo senso, si è trovata "circondata" dalla "vox populi" a favore di Nucci. Ma il fine è nobile e non dovrebbe dispiacerle, perché porta comunque acqua al mulino del cantante che, non va dimenticato, è presidente onorario del Coro Tebaldi. Finita qui? Vignali avrà solo da esaminare "i tre fronti", "carica dei 101", "proposta di delibera di Bianchi" e richiesta del Coro Tebaldi? Neanche per idea. Ancora con lo zampino di Pramzanblog, è in corso una raccolta di firme "ufficiali" tra le varie Associazioni cittadine, sempre da porre all'attenzione del sindaco. Insomma, tutta la città si sta muovendo. Come farà il Comune dire di no? (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto; 1) Pietro Vignali; 2) Leo Nucci; 3) Roberta Pinetti; 4) La richiesta ufficiale del Coro Tebaldi)

lunedì 6 luglio 2009

Passa da blog a testata giornalistica

DA OGGI PRAMZANBLOG
È UN "GIORNAL-BLOG"
Il nostro "contenitore di parmigianità" ha ottenuto la registrazione dal Tribunale di Milano - Achille Mezzadri è il direttore responsabile - Mo tutt al résta cme prìmma
di ACHILLE MEZZADRI
Chiamatemi pure "direttore", se proprio ci tenete, mo tutt al résta cme prìmma. Cioè, mi spiego: oggi è una giornata importante per Pramzanblog, perché, anche se resta formalmente un blog, assume la dignità di testata giornalistica, avendo ricevuto il 1° luglio 2009 l'autorizzazione numero 319 rilasciata dal Tribunale di Milano. Perché questa novità? Chiarisco subito: non è un premio, non è un esercizio di vanità.
Si tratta soltanto, secondo me, dell'esercizio di un dovere.
Pramzanblog, fino ad ora, è stato un "blog" per modo di dire, perché ha sempre avuto le caratteristiche di un giornale, di un piccolissimo giornale, con attualità, interviste, fotografie, tutto in amore di parmigianità. Però i giornali devono avere un direttore responsabile e i blog non sono giornali. Per questo, per adeguarmi alle norme, ho fatto fare questo passo alla mia creatura. Che in 14 mesi è cresciuta, ha suscitato interesse e simpatia e compiuto anche qualche piccolo scoop. Come l'aver "scovato" Tamara Baroni in Brasile dopo tanti anni che non si parlava più di lei.
Come l'intervista con il tenore
Roberto Aronica, che, contrariamente alla versione ufficiale, spiegò a Pramzanblog il vero motivo della sua crisi durante la prova generale della Lucia di Lammermoor al Regio. Ma anche il servizio in cui, dopo l'improvvisa scomparsa dell'attrice Natasha Richardson, si raccontava il dramma di Franco Nero, che era il suo patrigno e che l'aveva allevata con amore. Come la recente intervista a Gabriele Majo, nella quale l'ex capo ufficio stampa del Parma Fc ha spiegato i veri motivi della conclusione del suo rapporto con la società. E anche la recentissima "carica dei 101", la raccolta di firme tra famosi personaggi di Parma per chiedere al Comune la cittadinanza onoraria a Leo Nucci. Piccoli scoop. E in futuro, mi auguro, ce ne saranno altri. Per non dimenticar le grandi interviste "alla parmigiana", da Alberto Bevilacqua a Carlo Bergonzi, da Gene Gnocchi a Mario Lanfranchi, da Vittorio Adorni a Franco Nero, e via e via. Ma Pramzanblog, anche adesso che ha la dignità di testata giornalistica, non sarà mai un "concorrente" di gazzettadiparma.it, di Parma.Repubblica.it, di ParmaDaily.it, di ParmaOk.it, di Lungoparma.it, i "veri" quotidiani on line di Parma. Perché è una testata "no profit" (nel senso che l'unico "profit" se lo fanno i gestori delle compagnie telefoniche che utilizzo per le mie numerose telefonate quotidiane), perché non ha e non avrà una redazione. Loro invece hanno redazioni, loro hanno pubblicità, loro garantiscono un'informazione capillare e tempestiva. E in particolare le due "corazzate" on line: la Gazzetta e Repubblica, che hanno ottimi direttori (Gabriele Balestrazzi e Antonio Mascolo) e agguerrite redazioni. Pramzanblog è, e resta, una "pulce" che ogni tanto, quando può, "punge" e approfondisce qualche tema. Sempre nel nome della più sana parmigianità. Senza rivalità con nessuno. Questo "giornal-blog", quindi, continuerà a fare quello che ha fatto fino ad ora: come ho detto all'inizio, tutt al résta cme prìmma. (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1), 2), 3), 4), 5) I piccoli "scoop" di Pramzanblog; 2) L'inventore di Pramzanblog, Achille Mezzadri, con la sua cagnolina Cindy -by Anna Carrera © - )

Le interviste di Pramzanblog: Ilaria Notari

NOSTRA SIGNORA DELLA TV
Apriamo una nuova serie sui personaggi delle Tv locali con Ilaria Notari, il volto femminile più popolare di Teleducato - "Da bambina mio nonno, mi parlava del suo lavoro di tipografo alla "Gazzetta" e io sognavo già di diventare giornalista" - "La mia amicizia con Raina Kabaivanska, che ha fatto da testimone alle mie nozze" - "Il mio amore per la lirica è stato un colpo di fulmine"
di ACHILLE MEZZADRI
Bella è bella, ma brava ancor di più. Con quel piglio, quella passione, quel cuore, che soltanto i giornalisti di razza sanno avere. Del resto, già da bambina, respirava l'aria dei giornali. Suo nonno, Arnaldo Notari, era un tipografo della Gazzetta. E le riempiva la testa di storie. Di storie bellissime e affascinanti per una bambina: il fascino di come nasce una notizia, di come viene sviluppata da un giornalista, di come finisce sul bancone del tipografo, di come arriva in rotativa, di come viene offerta ai lettori. E le parlava del grande direttore, il Baldassarre Molossi, e del suo alter ego Aldo Curti, e delle notti in bianco quando accadeva qualcosa di grosso e la Gazzetta andava in "ribattuta". È così che Ilaria Notari, 36 anni, parmigiana doc, è diventata giornalista. E da 18 fa televisione. Ed è una colonna di Teleducato, dopo aver compiuto i primi passi a Tv Parma. Ed è così che Ilaria, sposata felicemente dal 2000 con Marco Leoni, è diventata, per i parmigiani, "nostra signora della Tv". Una signora alla pramzàna: semplice, simpatica, che non se la tira, che sa entrare nel cuore della gente, grazie allo stile con cui conduce il telegiornale e alla straordinaria professionalità con cui presenta il suo talk show di successo, Woman. Insomma, una così potrebbe stare fuori dalla galleria delle interviste di Pramzanblog? Avanti, dunque, "nostra signora della Tv".
Che studi hai fatto?
Elementari alla Pilo Albertelli (la direttrice era l'Albertina Sogliani, la mia maestra era Anna Maria Dall'Argine), medie alla Newton, liceo scientifico Ulivi, poi laurea in psicologia il 21 giugno 1999 all'Università di Parma, con la tesi sul "neonato in terapia intensiva ad alto rischio neuropsichico".
Quando ti è venuta l'idea di diventare giornalista?
Praticamente da bambina, giorno dopo giorno, storia dopo storia. Perché mio nonno paterno, Arnaldo Notari, era un tipografo della Gazzetta di Parma e stavo molto tempo con lui visto che i miei genitori lavoravano. E lui mi raccontava storie: di come nasce un giornale, di Baldassarre Molossi, di Aldo Curti, del meraviglioso mondo del giornalismo. La passione mi è nata così.
Come sei arrivata alle prime collaborazioni?
Nel '91, quando diedi l'esame di maturità. Fui tra i ragazzi e le ragazze intervistate da Tv Parma in vista dell'esame. Mi dissero. "perché non vieni da noi?". Io non me lo feci dire due volte. Mi iscrissi all'università, ma ormai la mia strada era segnata.
Ricordi il tuo primo servizio?
Sì, ricordo che mi chiamò Silva per un'intervista. Ero giovanissima e avevo la faccia da bambina. Per darmi un tono indossai una giacca di mia mamma.
Il fatto di essere una ragazza ti favorì?
Mica tanto. Fino ad allora le donne giornaliste non erano mai state assunte a Parma, né in un giornale, né in Tv. A Tv Parma, per esempio, al TG c'erano Claudia Magnani e Anna Maria Bianchi, ma erano lettrici, non giornaliste. Io mi feci strada perché il giornalismo ce l'avevo nel sangue. Ero una ragazza piena di interessi, avevo voglia di fare, ero disponibile in qualsiasi orario. E avevo anche faccia tosta.
In che senso?
Nel senso che ebbi il coraggio di rivolgermi direttamente al mitico direttore della Gazzetta, Baldassarre Molossi. Gli chiesi un consiglio, gli dissi che mi sarebbe piaciuto diventare critico musicale. "Ilaria", mi disse "che gran bel nome hai". Era anche il nome di sua figlia. "Guarda tutti gli spettacoli", mi disse "non stancarti mai". Uscita dalla porta del suo ufficio misi in pratica il suo consiglio. Da allora ho fatto un sacco di viaggi pur di vedere spettacoli e spettacoli. Volevo e dovevo formarmi una competenza. Con le paghette dei miei genitori andavo in giro a vedermi le opere.
Come è nata la tua passione per la lirica?
Fin da bambina mi piaceva la lirica. Ma durante l'università ebbi l'occasione di fare la comparsa al Regio. Era una Tosca con la grande Raina Kabaivanska. Un'emozione da tagliare a fette. Una grande stella della lirica, lì, a due passi da me. La conobbi. Nacque una simpatia. Siamo diventate amiche. È stata perfino testimone alle mie nozze con Marco Leoni, nel 2000. Raina l'ho seguita ovunque, anche all'estero. Eravamo insieme anche al funerale di Pavarotti.
Tu abiti a Reggio Emilia, ma hai voluto mantenere la residenza a Parma. Perché?
Perché qui ci sono le mie radici, perché è la mia città, perché la amo. Lavoro a Parma, voto a Parma, ogni giorno faccio la pendolare Reggio-Parma-Reggio, a me sta bene così. Perché dovrei cambiare?
Quando hai condotto il tuo primo telegiornale?
A Tv Parma, nel 1993: avevo vent'anni. Lasciai Tv Parma dieci anni dopo, nel 2003, per passare a Teleducato. Volevo fare altre cose.
Tu e il Teatro Regio.
Un matrimonio felice. Sono stata anche capo ufficio stampa del Regio. E per me i momenti più intensi, più emozionanti, arrivano quando conduco le dirette dal Regio per il Festival Verdi o la stagione lirica.
Che cosa ti piace di più di Parma?
Il senso di appartenenza che lega le persone. L'amore appassionato dei parmigiani per la loro città, a volte perfino eccessivo.











Che cos'è per te la parmigianità?
Ecco, è proprio questo senso di appartenenza. Ma non ce l'hanno tutti questo attaccamento. Parmigianità è la voglia di rinnovare le nostre radici, anche in modo un po' esasperato. È andare fieri di questa città, che è veramente bella. Qui si sta bene, si mangia bene. Parma è una città che ti permette di fare centomila cose in una giornata, una città dove la qualità della vita è alta. Andare orgogliosi delle proprie radici: ecco, questa per me è parmigianità.
Conosci il dialetto, lo parli?
In casa mia lo parlavano i miei nonni, così l'ho imparato un po'. A Teleducato gli unici parmigiani siamo il direttore Pietro Ferraguti e io. Sì, insieme lo parliamo un po'. E anche quando parlo con il sindaco, Vignali. Se dobbiamo dirci una cosa lo facciamo in dialetto... Non è anche questa parmigianità? (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1), 2), 3), 5), 6), 7), 8) Ilaria Notari; 4) Ilaria Notari con Raina Kabaivanska)

domenica 5 luglio 2009

Spettacolo-evento martedì sera alla Pilotta

ASPETTANDO PATTI SMITH
La "sacerdotessa del rock" si esibirà per la prima volta a Parma, con il suo Smith Acoustic Trio - Prima del concerto, a TPalazzo, si inaugura la mostra "Around Patti" dell'artista bolognese Fabio Torre











Dopo Lucio Dalla, ecco Patti Smith. La bella estate parmigiana si arricchisce, martedì prossimo (ore 21,30) di un evento assolutamente straordinario, all'interno della rassegna musicale "Sotto il cielo di Parma": la prima esibizione a Parma di Patti Smith, 62 anni, sacerdotessa del rock statunitense e icona assoluta della musica. Non sola, ma in trio, lo Smith Acoustic Trio. Patti sarà infatti accompagnata al pianoforte da Jesse Smith e alla chitarra da Lenny Kay. Grande serata di musica, molto attesa, che sarà preceduta, alle 18,30, al TCafè del Temporary Palazzo, da un evento artistico molto interessante: la mostra "Around Patti" (aperta fino al 2 agosto) dell'artista bolognese Fabio Torre, che già ha avuto successo l'anno scorso a Bologna e Torino. Torre è un artista molto particolare, che da un po' di tempo a questa parte ha dedicato totalmente il suo ingegno alla celebrazione di Patti Smith e del suo mondo. In particolare i dipinti e i disegni che si ammirano nella mostra si ispirano agli anni '70 e riportano ai luoghi, alle persone, ai ricordi, di una New York che è ormai quasi scomparsa. Quella degli anni del sodalizio artistico di Patti con il fotografo Robert Mapplethorpe. Le fotografie invece raccontano la Patti Smith di oggi, tornata alla ribalta negli anni Novanta.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Patti Smith; 2) Fabio Torre davanti a un ritratto di Patti Smith, 3) La locandina della mostra a TPalazzo)

sabato 4 luglio 2009

Un ricordo parmigiano del grande comico

TOTÒ MI REGALÒ
CINQUEMILA LIRE
Il parmigianissimo Roberto Ghirardi incontrò casualmente il principe De Curtis a "Settevoci" nel 1965 - "Si sedette in un angolo con me e parlammo insieme per un po'" - "Gli feci tenerezza perché ero pallido e magro" - "Mi disse di mangiare di più e mi fece un regalo in denaro"
di ACHILLE MEZZADRI
Su Totò, il principe della risata, sono stati scritti articoli e libri a vagonate. Ma non molti forse sono a conoscenza di un piccolo episodio che è legato in qualche modo a Parma e che dimostra il grande cuore del comico. Accadde nel 1965, alla Rai, dove erano confluiti i concorrenti da selezionare per la partecipazione al programma. Fu lì che il parmigianissimo Roberto Ghirardi, futuro esperto musicale e grande testimonial della solidarietà, ebbe "un incontro ravvicinato" con il grande Totò. Ghirardi aveva 27 anni, l'attore 67.
Come riuscisti ad avvicinare Totò?
Ero andato a "Settevoci" per partecipare alla selezione dei concorrenti. Non mi presero, ma ebbi la fortuna, in quella circostanza, di conoscere il grande comico, che era il mio idolo assoluto. Avevo visto tutti i suoi film. Ecco, nacque tutto da un mio errore. Avevo sbagliato stanza e mi misi a vagare per la Rai, quando all'improvviso lo vidi...
E allora?
Allora lo rincorsi. Non mi pareva vero. Il mio idolo, lì, a due passi da me. Mi avvicinai a lui. Lo fermai.
E lui non ti cacciò...
No, anzi. Io gli dissi che ero un suo fan, che avevo visto tutti i suoi film e lui mi diede corda. Mi chiese subito quali erano i suoi film che più mi erano piaciuti. Ci mettemmo a sedere in un angolo.
Ti ricordi che cosa ti disse?
Mi chiese da dove venivo. Quando gli dissi che venivo da Parma, commentò: "Gran bella città, lì si vive e si mangia bene". E poi mi scrutò. "Ma come sei magro figlio mio, tu devi mangiare figlio mio. Diamine, ma se sei di Parma perché non mangi? Lì si mangia da signori, si mangia..." Parlava con me come se io fossi un suo conoscente.
Parlasti con lui dei suoi film?
Sì. Gli raccontai le mie impressioni uno per uno. Gli dissi che un giorno, al Cinema Roma, avevo visto Totò diabolicus quattro volte di fila. Sorrise soddisfatto. Poi, a proposito di un film, non ricordo quale fosse il titolo, mi disse: "È venuto bene perché è stato improvvisato, figlio mio. Se fossi stato fermo al copione non avrei fatto ridere nessuno..."
A un certo punto arrivò uno della Rai e si rivolse a Totò: "Dottore, deve provare..." "Io non voglio provare giovinotto, sono già a posto". E continuò a parlare con me, in modo confidenziale. "Dottore, dottore... ma cos'è questo dottore... Fossi almeno infermiere..." E poi si mise a parlare con me del suo lavoro, dei suoi colleghi, di Luigi Pavese, di Mario Castellani..."
Come fu il vostro commiato?
Non lo dimenticherò mai. Totò mi disse: "Ragazzo mio ma come sei magro. Tu devi mangiare di più. E poi in una città come Parma, come fai a non mangiare? Ecco, se non ti offendi ti faccio un regalo. Ma non ti offendi, eh?" E tirò fuori dal portafiglio cinquemila lire. "Mi raccomando, mangia".
Che cosa ti è restato di quell'incontro di 44 anni fa?
Tutto. La sorpresa, l'emozione, la soddisfazione di stare accanto al mio idolo, di parlare con lui. E... un libro.
Il tuo libro che hai scritto su Totò...
Sì, Io e Totò...noio, che ho pubblicato l'anno scorso con La Commerciale di Fidenza. E che, dopo il lusinghiero risultato iniziale, ha buone possibilità di venire rieditato da un importante editore. Ci sono anche molte foto che ho raccolto ovunque. C'è anche quella di Totò a Parma, che fu scattata il 4 aprile 1947, lo stesso giorno in cui Totò presentò al Teatro Regio lo spettacolo Pinocchio. Quel giorno ci fu una partita tra giornalisti e attori e Totò diede il calcio d'inizio.
Quanti libri hai su Totò?
Li dovrei ricontare perché appena ne trovo uno lo compro. Comunque direi 137, 138. Sono diventato un "totologo". E soprattutto, dal 1965, ho preso alla lettera il consiglio di Totò che mi disse "mangia, ragazzo, mangia, non vedi come sei magro?". L'ho preso alla lettera al punto che sono diventato campione del mondo dei mangiatori di salumi..." (a.m.)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Totò al Tardini nel 1947; 2) Roberto Ghirardi al tempo in cui conobbe Totò; 3) Ghiradi durante una premiazione; 4) Ghirardi com'è oggi; 5) Roberto Ghirardi on la maglia di campione del mondo dei mangiatori di salumi)

venerdì 3 luglio 2009

Arrivano Dellafiore e Biabiany. E Troest?

IL PARMA: E VAI COI PRESTITI...
La società gialloblu ha ufficializzato l'arrivo in prestito del difensore argentino Paolo Hernán Dellafiore e dell'attaccante francese Jonathan Biabiany - Si tratta anche per ottenere il prestito di... Magnus Troest
E vai coi prestiti... Oggi il Parma ha arricchito il suo organico ottenendo due prestiti (con diritto di riscatto): quello del difensore Paolo Hernán Dellafiore, 24 anni (a metà con il Palermo) e quello dell'attaccante francese, della Guadalupa, Jonathan Biabiany, 21 anni (a metà con l'Inter). Ma si tratta anche per un altro prestito: quello... del danese Magnus Troest, appena perso alle buste con il Genoa. Il giocatore, come già annunciato da Pramzanblog, non ha gradito il trasferimento e preferirebbe restare a Parma. Ma c'è anche il Chievo in agguato e non è da escludere che il forte difensore possa finire a Verona. La partita è aperta. Ma sono molti a Parma quelli che sperano in un ritorno, anche se provvisorio, di Magnus.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Dellafiore; 2) Biabiany; 3) Troest; 4) Il comunicato del Parma Fc)

Verso la cittadinanza onoraria

NUCCI: COMINCIA LA CORSA
Dopo il sasso nello stagno lanciato da Pramzanblog con l'elenco di 101 adesioni di personaggi parmigiani, già qualcosa si muove - Il consigliere comunale Stefano Bianchi è il primo firmatario di una proposta di delibera - "L'avevo nel cassetto da settembre", dice - L'assessore Luca Sommi ha assicurato il suo appoggio
di ACHILLE MEZZADRI
È cominciata la corsa. Ottobre (mese del Festival Verdi) è ancora lontano, ma il conferimento di una cittadinanza onoraria non è cosa poi così semplice e, soprattutto in estate, quando le ferie incombono, bisogna far presto. È proprio per questo motivo che Pramzanblog ha lanciato il sasso nello stagno raccogliendo le famose 101 adesioni ("la carica dei 101") di personaggi favorevoli alla concessione della cittadinanza onoraria a Leo Nucci, il grande baritono bolognese in realtà già considerato da molti "parmigiano ad honorem". L'iniziativa di Pramzanblog ha riscosso grande successo, è stata ripresa da organi di stampa e televisioni e oggi sono già cominciati ad arrivare i primi segnali dal Comune. Per esempio il consigliere comunale Stefano Bianchi, di "Civiltà per Parma", quindi facente parte del gruppo di maggioranza "Impegno per Parma" è il primo firmatario di una proposta di delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Nucci. La proposta sarà fatta pervenire ai consiglieri comunali e inserita all'ordine del giorno in una delle prossime sessioni del Consiglio comunale. "Accogliamo con favore", si legge nel comunicato stampa diramato dal consigliere Bianchi, ex vicepresidente del Club dei 27 ("Aida"), "la richiesta di cittadinanza onoraria a Leo Nucci avanzata dalle associazioni musicali e dagli appassionati di lirica, ribadita recentemente da una raccolta di firme. In veste di consigliere comunale, nonché di membro del Gruppo Appassionati Verdiani "Club dei 27" ritengo che Leo Nucci onori Parma nel mondo interpretando le opere del suo figlio più celebre".
Come sapete Pramzanblog non ama limitarsi a copiare i comunicati stampa e così ha telefonato a Bianchi. "Tenevo questa proposta nel cassetto da settembre", ci ha detto. "Ora, dopo questa raccolta di firme, è tornata d'attualità e così ho avanzato la proposta di delibera. Sarà l'assemblea consiliare a prendere una decisione. Questa proposta parte dalla maggioranza, ma non credo proprio che nessuno se la senta di dire "no" alla cittadinanza onoraria a Nucci".
E non è finita. Pramzanblog aveva inviato il link della "carica dei 101" sia al sindaco Pietro Vignali, sia all'assessore alla cultura Luca Sommi. Ha già risposto l'ufficio dell'assessore, precisando, dopo i "complimenti per l'iniziativa" che "il conferimento della cittadinanza onoraria viene deliberato dalla Giunta su proposta del Sindaco". "L'assessore Sommi", si legge nella e-mail "per quanto di sua competenza, assicura che farà tutto il possibile per caldeggiare e sostenere la sua proposta, condividendone appieno il merito".
Insomma, ottimo inizio. La corsa a "Nucci parmigiano" è cominciata.
(Nelle foto, dall'alto: 1) L'articolo di Pramzanblog con le 101 firme; 2) Il consigliere comunale Stefano Bianchi; 3), 4), 5), 6) e 7) Leo Nucci in "Rigoletto")

Alla chiusura del Maggio Musicale Fiorentino

TRIONFA A FIRENZE IL REQUIEM
DELL'INDIAN-VERDIANO MEHTA
Grande evento musicale al Giardino dei Boboli, diretto da Zubin Mehta, che è molto amato a Parma e che solo due mesi fa ha ricevuto il "cavalierato di Verdi" del Club dei 27

di PAOLO ZOPPI
Il concerto di chiusura del 72° Maggio Musicale Fiorentino (che ha avuto come evento d’eccellenza il Gottërdämmerung nell’allestimento de La Fura del Baus, con la direzione di Zubin Mehta) ha avuto luogo ieri sera nella suggestiva cornice del Giardino dei Boboli con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. Mehta, il direttore d'orchestra indiano, che i parmigiani ricordano ancora per quello “storico” concerto "Verdi 100" dell’11 marzo 2001 al Palacassa in occasione del centenario della morte del Maestro e che solo due mesi fa ha ricevuto il Cavalierato di Verdi da parte del Club dei 27, ha diretto una intensa quanto seducente edizione del Requiem verdiano in ricordo delle vittime dell’Abruzzo, di Viareggio e di un collaboratore del Maggio, chiedendo, rivolto al pubblico, che alla fine non ci fossero applausi, come in effetti l’esecuzione di una composizione funebre suggerisce e per rispetto di tutte le vittime di questi eventi luttuosi. A questo punto diventa assolutamente inutile cogliere gli aspetti critici di una esecuzione che in verità ha saputo trasmettere tutte quelle emozioni che Mehta ha trasfuso nelle masse orchestrali, corali e nei soli e che queste hanno puntualmente riverberato su un pubblico, numerosissimo, partecipe e che soprattutto ha colto e condiviso i valori di questa emozionante esecuzione. (p.z.)
IL CAST - Anna Samuil soprano, Anna Smirnova mezzosoprano, Stuart Neill tenore, Alexander Tsymbalyuk basso. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Direttore, Zubin Mehta, maestro del Coro, Piero Monti.